TSUNAMI, SCONTRO TRA AMATO E L'AMBASCIATORE IN SRI LANKA

Costantino Muscau
Il Corriere della Sera

L'ex premier: la Protezione civile migliore della Cooperazione degli Esteri. Il diplomatico: loro vendono fumo, lo sfascio della Farnesina colpa dei politici.


Colombo - Finisce a randellate felpate tra un illustre difensore della Protezione civile e un importante esponente del nostro ministero degli Esteri la tre giorni organizzata in Sri Lanka dal dipartimento guidato da Guido Bertolaso in occasione del I anniversario dello tsunami.
Da Roma erano giunti controllati e controllori per verificare lo stato di avanzamento dei lavori finanziati dalla generosità degli italiani (circa 53 milioni di euro). Ovvero i capi della Protezione civile: Bertolaso, il vice Vincenzo Spaziante e Agostino Miozzo, responsabile in Sri Lanka. E tre rappresentanti dei garanti: Emma Bonino, Giuliano Amato e l'ex ragioniere generale Andrea Monorchio.
Al termine del viaggio, ieri, nell'isola di Kinniya, sulla costa est, zona tamil ad altissima tensione e pericolo, dove l'Italia sta costruendo scuole e un importante ospedale, ecco l'incidente diplomatico. Finito il pranzo, prende la parola Giuliano Amato davanti al ministro per la ricostruzione cingalese Majid. Il dottor Sottile parla in perfetto inglese. Dice: "Questa esperienza mi ha reso più che felice, mi ha profondamente colpito, perché ho visto progetti di alto livello in via di realizzazione, tanto entusiasmo da parte di giovani italiani presenti nelle Ong ed efficienza della nostra Protezione civile, che considero il ramo migliore dell'Amministrazione pubblica. Non me ne vogliano gli amici della Farnesina né voglio creare un caso diplomatico. Ma la Protezione civile, pur senza nulla togliere ai nostri diplomatici, è migliore della Cooperazione italiana del ministero degli Esteri, è in grado di raccogliere tanti soldi e tanta fiducia. La Protezione civile è migliore anche perché il ministero non ha soldi. Per fargli avere fondi si potrebbe devolvere alla Farnesina quell'8 per mille che i contribuenti non assegnano come fondo per finanziare missioni umanitarie. Si lo so che da tempo esiste una contrapposizione tra Farnesina e Protezione, ma a me piace mettere il dito nella piaga con garbo. La Protezione civile strumento del presidente del Consiglio? Una bischerata del centrosinistra".
Gli "amici della Farnesina" che ascoltavano, l'ambasciatore italiano in Sri Lanka dal primo settembre, Pio Mariani, e il consigliere Elisabetta Belloni, 47 anni, capo dell'unità di crisi della Farnesina, hanno accusato il colpo, pur senza darlo a vedere. Qualche ora dopo, in attesa dell'aereo che riportasse tutti nella capitale, il nostro ambasciatore, pacatamente, a precisa domanda del cronista, ha replicato: "Ci sono rimasto male? Malissimo. Amato viene giustamente considerato un uomo sensibile e intelligente, a differenza di molti altri politici. Da lui un attacco così non me lo aspettavo. E glielo dirò di persona. E' stato poco elegante (ha parlato in inglese di fronte a un ministro straniero) e ingiusto: non tiene conto che qui il ministero degli Esteri c'è da sempre. E poi l'Italia non è una sola? Forse noi come Cooperazione siamo carenti sul piano della visibilità, a differenza della Protezione civile. Ad esempio vede quanti sono?". E indica con la mano una quindicina di persone del dipartimento intorno a Bertolaso.
"Sono bravi, sembrano più bravi, ma io so che non è vero, vendono anche molto fumo. E quando li vedo vestiti così con quella specie di divisa, maglietta blu e tricolore, mi vengono in mente strani pensieri per un'Italia che marciava con un'altra divisa. E poi Amato dimentica quello che c'è dietro lo sfascio della Farnesina e di molte nostre ambasciate all'estero: a cominciare dal taglio di fondi per ragioni di bilancio, avvenuto senza che nessuno osasse protestare per non rovinarsi la carriera. Ora io sono costretto ogni mattina ad aprirmi la sede diplomatica e la sera a spegnere la luce. Per mancanza di personale. La verità è che all'origine di tutto ci sono le scelte dei politici, che vogliono solo yes men, come Umberto Vattani (ex segretario generale della Farnesina, ndr) e Sergio Vento (ex ambasciatore a Washington, ndr) e 40 loro simili. Se scriverà tutto ciò forse verrò rimosso. Ma la schiena dritta e la dignità contano piu del posto".