Referendum. I Radicali: «Fecondazione: in lotta come per l’aborto»


La Stampa

Bruno Mellano, Carmelo Palma, Silvio Viale, Rosanna Digiovanni, i radicali torinesi proseguiranno la battaglia per la fecondazione assistita. Il giorno dopo la sconfitta hanno convocato una conferenza stampa presso la sede di via Garibaldi per annunciare che il referendum era uno strumento, che l’obiettivo resta il miglioramento delle condizioni per la donna, per la libertà terapeutica, della ricerca. «Lotteremo contro i tentativi di tornare all’aborto clandestino», dice Palma. Di più, aggiunge Mellano, segretario dell'Associazione Aglietta: «Faremo come allora, ricorreremo alla disobbedienza civile se è il caso». Come? «Assistendo le donne che dovranno recarsi all’estero per avere quello che non potranno ottenere in Italia - spiega Viale, ginecologo, presidente dell'Associazione Aglietta -, daremo le informazioni creeremo i contatti, le assisteremo prima e dopo l’inseminazione».

Un impegno a tutto campo, e con ogni mezzo utile: Viale spiega ad esempio che la fecondazione può essere autoeterologa: «La donna può somministrarsi da sola gli spermatozoi».

Una scelta ancora più radicale, dunque, per il movimento di Pannella e Bonino. Come avvenne negli anni precedenti al referendum dell’aborto. «Da vent’anni - dicono - si è spento il confronto su questi temi. Il mondo politico e l’informazione non hanno offerto le conoscenze necessarie all’opinione pubblica».

Ora nasceranno i comitati sulla legge 40, perché sia modificata in meglio. Venerdì, sabato e domenica si svolgerà all’Ergife di Roma «l'assemblea dei mille» per organizzare la resistenza dei laici alla riscossa clericale.