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PRIVACY / CAPPATO: DELEGATI AL SUMMIT ONU SPIATI DAGLI ORGANIZZATORI: DA UN MESE LA COMMISSIONE ATTENDE UNA RISPOSTA DALL'UNIONE INTERNAZIONALE DELLE TELECOMUNICAZIONI
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Comunicato stampa del Partito Radicale Transnazionale e di Marco Cappato (Deputato europeo della Lista Bonino)
In occasione della tenuta del Summit Mondiale della Società dell'Informazione (Ginevra 10 -12 dicembre 2003) tre ricercatori denunciarono il fatto che all'interno dei badge che venivano consegnati al momento dell'accreditazione al Summit erano contenuti dei chip a radio-frequenza (RFID) capaci di seguire gli spostamenti dei singoli delegati all'interno delle diverse aree del Palaexpo, in violazione della Direttiva europea sulla privacy, delle linee guida ONU sull'uso dei file personali nonché della legislazione elvetica sulla protezione dei dati personali. A seguito di quella denuncia Marco Cappato, deputato europeo radicale, presentò un'interrogazione alla Commissione europea per conoscere quali azioni fossero state intraprese a tale riguardo dalla Commissione.
Il Commissario europeo Liikanen rispondendo, il 28 gennaio, alla prima delle due interrogazioni confermò l'uso di tali chip a radio-frequenza e, si impegnò a nome della Commissione ad "ottenere maggiori informazioni per accertare se e come siano state utilizzate applicazioni basate sulla tecnologia RFID in relazione ai dati personali trasferiti dall'Unione europea, al fine di valutare la legittimità del trattamento di tali dati alla luce del diritto comunitario".
Nella successiva interrogazione del 25 febbraio, Cappato chiese se la Commissione avesse provveduto a proseguire nelle sue indagini. Il Commissario Liikanen, nella sua risposta del 15 aprile, ha affermato che la Commissione, in seguito ad ulteriori contatti con le autorità svizzere, era "stata informata del fatto che le misure di sicurezza del summit erano di competenza dell'Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT), l'agenzia delle Nazioni Unite a cui è stata affidata l'organizzazione del WSIS" e che, in seguito a tali informazioni la Commissione aveva provveduto, in data 17 marzo a scrivere "una lettera al segretario generale dell'UIT per accertare se e come siano state utilizzate applicazioni basate sulla tecnologia RFID in relazione ai dati personali trasferiti dall'Unione europea, al fine di valutare la legittimità del trattamento di tali dati alla luce del diritto comunitario. Nella lettera si chiedeva inoltre una valutazione delle misure alla luce del diritto svizzero".
Sebbene sia passato un mese da quando questa lettera é stata spedita "la Commissione non ha a tutt'oggi ricevuto risposta".
In occasione della tenuta del Summit Mondiale della Società dell'Informazione (Ginevra 10 -12 dicembre 2003) tre ricercatori denunciarono il fatto che all'interno dei badge che venivano consegnati al momento dell'accreditazione al Summit erano contenuti dei chip a radio-frequenza (RFID) capaci di seguire gli spostamenti dei singoli delegati all'interno delle diverse aree del Palaexpo, in violazione della Direttiva europea sulla privacy, delle linee guida ONU sull'uso dei file personali nonché della legislazione elvetica sulla protezione dei dati personali. A seguito di quella denuncia Marco Cappato, deputato europeo radicale, presentò un'interrogazione alla Commissione europea per conoscere quali azioni fossero state intraprese a tale riguardo dalla Commissione.
Il Commissario europeo Liikanen rispondendo, il 28 gennaio, alla prima delle due interrogazioni confermò l'uso di tali chip a radio-frequenza e, si impegnò a nome della Commissione ad "ottenere maggiori informazioni per accertare se e come siano state utilizzate applicazioni basate sulla tecnologia RFID in relazione ai dati personali trasferiti dall'Unione europea, al fine di valutare la legittimità del trattamento di tali dati alla luce del diritto comunitario".
Nella successiva interrogazione del 25 febbraio, Cappato chiese se la Commissione avesse provveduto a proseguire nelle sue indagini. Il Commissario Liikanen, nella sua risposta del 15 aprile, ha affermato che la Commissione, in seguito ad ulteriori contatti con le autorità svizzere, era "stata informata del fatto che le misure di sicurezza del summit erano di competenza dell'Unione internazionale delle telecomunicazioni (UIT), l'agenzia delle Nazioni Unite a cui è stata affidata l'organizzazione del WSIS" e che, in seguito a tali informazioni la Commissione aveva provveduto, in data 17 marzo a scrivere "una lettera al segretario generale dell'UIT per accertare se e come siano state utilizzate applicazioni basate sulla tecnologia RFID in relazione ai dati personali trasferiti dall'Unione europea, al fine di valutare la legittimità del trattamento di tali dati alla luce del diritto comunitario. Nella lettera si chiedeva inoltre una valutazione delle misure alla luce del diritto svizzero".
Sebbene sia passato un mese da quando questa lettera é stata spedita "la Commissione non ha a tutt'oggi ricevuto risposta".
Inscriptions et contributions 2013
| Giuseppe R. Roma | 590 € |
| Salvatore P. Capistrello | 200 € |
| Giancarlo B. Torino | 30 € |
| Marco B. Merano | 20 € |
| Davide B. Prato | 50 € |
| Giuseppe P. Grottammare | 50 € |
| Maurizio T. Roma | 1.000 € |
| Rosa A. Firenze | 590 € |
| Giuliano G. Sondrio | 590 € |
| Sergio Pasquale R. Cremona | 500 € |
| Total | 326.746 € |










