Pannella: l’attualità di Hannah Arendt; la “banalità del Male” nazicomunista, degli Eichmann del nuovo sessantennale Regime partitocratico italiano. Urge ascoltare il monito che ci giunge dalla “stella gialla” della fine degli anni ‘30


        La  stringata, inconfutabile documentazione che abbiamo diffuso sulla impressionante, totale distruzione dell’ordinamento costituzionale italiano, nella pratica omissiva da parte della pubblica amministrazione, in una patente solidarietà ideologica di Regime che vede la convergenza puntuale delle sue componenti di destra e di sinistra, sembra non essere letta da nessuno. La inviamo nelle prossime ore ai parlamentari italiani, a quelli europei, a quelli di altri sette paesi dell’Unione Europea.

Come avevamo ammonito con la “stella gialla” nella primavera del 2009, oggi appare evidente quello che Hannah Arendt descrisse a partire dall’esperienza dei processi pubblici ai peggiori massacratori nazisti: “la banalità del Male” in fondo allora e oggi, si tratta degli stessi sintomi, ordinariamente burocratici, del massacro di legalità e di popoli.
Vorrei chiedere, d’intesa con Marco Beltrandi, al presidente Zavoli di voler urgentemente consentire la tenuta di un seminario sui Documenti di cui sopra, e lo invito a discutere pubblicamente il significato e il valore di quelle sette o otto nostre cartelle giornalistiche con il Presidente della Rai Tv.
La “banalità del Male” e la sua “metamorfosi” vincente, il nuovo “modo” di mettere a morte la democrazia e un popolo, sta ormai giungendo al suo tragico termine nella quotidianità italiana di Regime.
Discutere se sia conveniente, legittimo, opportuno o urgente e necessario continuare a tollerare vecchie liturgie di omaggio a bandiere totalitarie e violente, anche se corrispondenti all’ufficialità totalitaria, o combatterle, ripudiarle per reinnalzare la bandiera Democratica immersa e coperta di fango e di sterco, oggi come nella seconda metà degli anni ’30, negli anni infami del G4 di Monaco: è la scelta che i Radicali sanno di dovere compiere e far compiere in Italia.  

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