SINTESI DELLA VISITA IN ITALIA DELLA SIGNORA DOLMA GYARI, VICE PRESIDENTE DEL PARLAMENTO TIBETANO IN ESILIO A DHARAMSALA, INDIA.

Torino, 16 marzo 2004

La visita in Italia della signora Dolma Gyari, Vice Presidente del Parlamento tibetano in esilio, voluta dalla "Associazione di comuni, province e regioni per il Tibet" e resa possibile dal Consiglio Regionale del Piemonte, è iniziata mercoledì 10 marzo a Milano. In occasione del 45° anniversario dell’insurrezione popolare di Lhasa, la comunità tibetana in Italia ha chiamato a raccolta gli amici ed i sostenitori del Tibet organizzando un presidio di fronte al Consolato della Repubblica Popolare Cinese per chiedere la ripresa dei negoziati, il rispetto dei diritti umani, dell'identità storica e culturale del popolo tibetano, nonché la liberazione dei prigionieri politici.
Una serie di appassionati interventi, tra cui quello della signora Gyari, ha caratterizzato l’appuntamento che si è concluso con il tentativo di consegnare una lettera al Console in cui si chiedeva il rispetto dei diritti umani in Cina e nel Tibet occupato (al Presidente della Comunità Tibetana non è stato neppure permesso di entrare nell’edificio, la lettera è stata presa in carico da un funzionario della Digos). Erano presenti alla manifestazione: Alessandro Litta Modignani, consigliere regionale in Lombardia e rappresentante dell'Associazione di comuni, province e regioni per il Tibet insieme ad Adorno Marazzina, Sindaco di Zelo Buon Persico (LO).

Giovedì 11 marzo Dolma Gyari si è trasferita a Torino dove era stata invitata ai lavori del primo salone internazionale delle donne elette- “Expoelette”- che si è tenuto al Centro incontri del Lingotto dal 11 al 13 marzo. Nel pomeriggio ha partecipato all'assemblea di apertura incontrando l'eurodeputato Emma Bonino, che ha inaugurato i lavori parlando di diritti civili e politici delle donne come chiave dello sviluppo democratico. La sua permanenza torinese ha costituito una buona occasione per riproporre la questione del Tibet all’attenzione di autorità e mass media.

Venerdì mattina 12 marzo la rappresentante del Parlamento tibetano ha fatto da madrina all’inaugurazione di una piccola, ma significativa, sezione dedicata al Tibet all’interno della biblioteca della Regione Piemonte. In un commosso intervento in cui ha brevemente ripercorso le tappe della più recente storia del suo paese ha detto "Noi non stiamo lottando per avere una nazione, ma per salvare un’ identità” sottolineando così l’importanza che rivestono azioni anche piccole, ma che concretamente sono indirizzate a tale fine come la decisione del Consiglio regionale piemontese di raccogliere e mettere a disposizione di tutti alcune opere che rappresentano parte del patrimonio culturale tibetano. Ha fatto gli onori di casa Bruno Mellano(Consigliere regionale e Coordinatore dell’Associazione di comuni, province e regioni per il Tibet) che ha ricordato le iniziative intraprese del Consiglio regionale del Piemonte a sostegno dell’apertura di negoziati seri e credibili tra il Dalai Lama e le autorità di Pechino per giungere ad un Tibet autonomo all’interno della Repubblica Popolare Cinese. Hanno poi preso la parola: Laura Cima (deputato dei Verdi e membro dell’Intergruppo parlamentare per il Tibet); Gianpiero Leo (Assessore regionale alla cultura); Ennio Galasso (Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale); Pietro Marcenaro ( consigliere regionale e Segretario regionale DS) e Claudio Tecchio (Cisl-Iscos). Erano inoltre presenti il Vice Presidente del Consiglio regionale Francesco Toselli, i consiglieri Rocchino Muliere ( DS) e Carmelo Palma (Radicali) e Silvano Riva, consigliere comunale a Leinì (To).
Nel pomeriggio della stessa giornata, nell’ambito dei lavori di “Expoelette” Dolma Gyari è intervenuta come relatrice al seminario "Norme nazionali, europee ed internazionali per contrastare le discriminazioni ". La sua relazione, molto apprezzata dall’uditorio per le lucide ed appassionate parole, è stata incentrata sulla situazione delle donne nel Tibet occupato, sulla sua esperienza istituzionale e sulle modalità democratiche che il Governo in esilio si è dato.

Sabato 13 marzo, alle ore 10.00, la signora Gyari è stata ricevuta a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio Regionale del Piemonte nel cui atrio principale, dal dicembre 2000, campeggia la bandiera del Tibet. In questa occasione i rappresentanti del Consiglio Regionale hanno ricordato e ribadito l'invito del Presidente, Roberto Cota, al Primo Ministro del Governo tibetano in esilio, prof. Samdhog Rimpoche, ad essere ospite a Torino quanto prima.

Per quanto riguarda l’informazione sui mass media va sottolineato il buon lavoro condotto dagli addetti stampa del Consiglio Regionale e del Gruppo Consiliare radicale che ha permesso all’esponente parlamentare tibetana di rilasciare una serie di interviste ad alcuni importanti media locali e nazionali (Radio Radicale, Radio Torino Popolare, Quinta Rete TV, La Repubblica, La Stampa, Famiglia Cristiana) e di comparire in altrettanti articoli (ANSA, Il Giornale del Piemonte, La Stampa, La Voce del Popolo).

In tutti gli incontri che ha avuto, sia in pubblico che in privato, la signora Gyari ha con forza rinnovato l’appello affinché la comunità internazionale continui a sostenere le richieste del Dalai Lama e del governo in esilio ma soprattutto ad essere " la voce di chi non ha voce” , i sei milioni di tibetani che continuano a patire l’occupazione cinese e a subire un drammatico e silenzioso genocidio e per i quali anche un piccolo gesto in loro favore costituisce l’unica speranza di sopravvivenza.
Prima di rientrare in India Dolma Gyari ha ringraziato commossa gli organizzatori del suo viaggio del cui esito si è detta molto soddisfatta. Tra l’altro proprio durante la sua permanenza, nella giornata di venerdì 12, la Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati ha votato all’unanimità una risoluzione sul caso di Tenzin Delek Rimpoche con la quale si impegna il Governo italiano ad adottare tutte le misure possibili nei confronti della Cina affinché non si proceda all’esecuzione della pena di morte per il religioso, condannato due anni fa con accuse mai provate di detenzione di armi e di attività separatiste. La Commissione ha anche chiesto al sottosegretario agli esteri On. Margherita Boniver, presente all’incontro, di rinnovare la medesima richiesta in occasione della prossima sessione della Commissione Diritti Umani dell’ONU, prevista a Ginevra il 15 marzo.