"LA TURCHIA VUOLE L'EUROPA. E NOI LA SOSTENIAMO"




La responsabile del Commercio internazionale ha incontrato il neopresidente Gül: "Da lui segnali positivi. Ha deciso di ricevere Pamuk".


Turchia «determinata» sulla strada per l'Europa. Con il sostegno dell'Italia. Il ministro Emma Bonino è stata nel fine settimana a Istanbul e ieri ad Ankara anche con l'obiettivo di trovare conferme in questa direzione dal governo islamico moderato di Recep Tayyip Erdogan dopo il voto di luglio. Ricerca fruttuosa.
Il ministro, dice, ha incontrato una leadership «non arrogante», certo «rafforzata» dalle urne, «decisa a proseguire sul cammino di ammodernamento economico e civile»: «La Turchia ribadisce la vocazione, ma anche il lavoro pratico verso l'Unione europea. Nonostante segnali non positivi in particolare dalla Francia (Sarkozy è apertamente contrario all'ingresso nell'Ue, ndr)». La Commissione indipendente sulla Turchia (gruppo di personalità europee guidato dall'ex presidente finlandese Martti Ahtisaari), della quale la Bonino fa parte, potrebbe ora stilare un nuovo rapporto «per contribuire al proseguimento del negoziato di adesione».
Turchia in Europa anche in risposta all'11 settembre, come ha detto ieri il ministro degli Esteri Massimo D'Alema? «Ne sono convinta - replica la Bonino - il processo intrapreso da Ankara è utile come segnale di apertura dell'Ue. Apertura rigorosa, rispettosa dei criteri comunitari. Ma senza pregiudizi. Il messaggio è che l'Europa non è una cittadella, non è un progetto religioso, ma politico».
Nell'attesa la Turchia procede. «Già pronto il piano per recepire le direttive comunitarie», spiega il ministro. Quanto ai diritti delle minoranze (ancora punto dolente ad Ankara, con i curdi discriminati e il genocidio armeno negato di fatto da quell'articolo 301 del codice penale che punisce l'«insulto all'identità turca») la Bonino ha affrontato l'argomento. E ha avuto garanzie di progressi nel nuovo testo costituzionale che sarà pronto a giorni e che il governo si impegna a sottoporre al vaglio del Parlamento e a referendum entro primavera.
«Segnali positivi», secondo la Bonino, anche dal neopresidente islamico Abdullah Gül, la cui elezione aveva suscitato i malumori di militari e le proteste dei laici. «La decisione di ricevere il Nobel Orhan Pamuk (minacciato dagli ultranazionalisti per aver parlato degli armeni, ndr) e il viaggio (ieri) nel Sud-Est (curdo) con l'intenzione di incontrare anche un'associazione di donne che si battono contro il delitto d'onore mi sembrano mosse importanti».
Infine l'economia. Responsabile del Commercio Internazionale la Bonino ha incontrato i nostri imprenditori; ha registrato il «miglioramento dell'interscambio» (più 75,5% in dieci anni); ha raccolto la disponibilità a riconoscere le competenze italiane quando partiranno i cantieri dei restauri per Istanbul Capitale della Cultura 2010; ha discusso del progetto di un'Università italo-turca per l'Ingegneria e il Design; ha ribadito l'agenda diplomatica: visita di D'Alema, poi il 7-8 novembre Erdogan in Italia, quindi il foro del dialogo a fine mese. Mentre discute, la polizia individua e disinnesca nel centro di Ankara un minibus imbottito di esplosivo. La Bonino anche per questo episodio ha una lettura positiva: «Il segnale di un'accresciuta capacità di intelligente».