"PIU' RISORSE PER SOSTENERE IL MADE IN ITALY"


Il Sole 24 Ore

Più coordinamento e più fondi. Misure necessarie se si vuole consolidare l'andamento positivo dell'export: nei primi quattro mesi del 2007 è cresciuto del 13%, +5,5 è il dato del 2006. «Un trend incoraggiante ma che rischia di essere fragile se non ci adeguiamo agli altri Paesi europei», ha detto il ministro per il Commercio itnernazionale, Emma Bonino, anticipando anche i dati Cer sugli effetti dell'export su produttività, +1,2, e occupazione, +1,4. Non solo: bisogna anche spingere la crescita delle piccole imprese e attrarre investimenti esteri. E' stata l'internazionalizzazione l'oggetto dell'incontro di ieri tra Governo e parti sociali.
Il ministro Bonino ha presentato un documento con una analisi sulle prospettive dell'Italia e con una se ne di indicazioni: migliorare le agevolazioni finanziarie che fanno capo al suo ministero, utilizzare i fondi facendo leva con quelli europei, aumentare le risorse per la promozione, un problema che va affrontato non solo a livello di Governo ma anche dialogando con le Regioni, per evitare duplicazioni di spesa. «In Italia ci sono 60 milioni di euro, la metà che in Germania e un terzo della Spagna», ha detto. Per il futuro, un impegno: la promozione del made in Italy avrà linee guida triennali, che darano un quadro di riferimento strategico all'Ice, Regioni, Camere di Commercio. Ma oltre ad andare all'estero, bisogna attrarre capitali stranieri: vanno intercettati gli investimenti dei Paesi Bric, inserirci nelle nuove reti dell'energia e nei settori strategici, come l'aerospazio e la difesa, sfruttare la posizione geografica che ci vede favoriti nel comparto logistico e della distribuzione. Ma per centrare l'obiettivo, va migliorato il contesto, burocrazia, sicurezza, infrastrutture.
Al tavolo erano presenti il ministro delle Politiche Agricole, De Castro, il sottosegretario allo Sviluppo Alfonso Gianni, i vertici di Sviluppo Italia, Cgil, Cisl, Uil, Confindustria, Sirnest, Sace e Ice. Andrea Moltrasio, vice presidente per l'Europa di Confindustria, ha messo in evidenza le pecche del sistema: mancanza di coordinamento, nessuna verifica dei risultati della promozione, manca una sede dove decidere la distribuzione del personale, fondi insufficienti, rete estera dell'Ice e della Farnesina inferiore a quella dei nostri competitors. In tempi brevi, secondo Moltrasio, bisogna prevedere un aumento di 100 milioni di euro per l'attività dell'ice all'estero e per la promozione. Andrebbe creato uno "steering committee" sull'internazionalizzazione per definire le linee guida della politica italiana, che possa usare il lavoro di un'unità permanente presso la Farnesina specializzata nella preparazione di analisi e nella valutazione dei risultati. A medio termine, occorre attribuire all'Ice tutti i fondi per la promozione, trasformarlo in un ente di diritto privato, riorganzizare la presenza estera del Mae e dell'ice.