Marco Pannella: Andiamo a votare! Un rispettoso appello al presidente Ciampi.


Notizie Radicali

Il libero esercizio del voto pregiudicato e minacciato. A Berlino c’era un giudice. E in Italia? Un suggerimento a Enzo Biagi.Di seguito stralci dell’editoriale che Marco Pannella ha scritto per “Notizie Radicali” (con preghiera di citare la fonte)

Roma, 6 giugno 2005

“…Oggi noi abbiamo, quotidianamente, la militarizzazione delle parrocchie contro la libertà dei parroci e delle persone di fede; la militarizzazione del mondo civile italiano. Mi rivolgo all’onestà intellettuale, morale e civile delle italiane e italiani: vi chiedo di pensare per un attimo in quali condizioni di libertà psicologica la maggior parte di suore sacerdoti parroci in Italia potranno andare a votare, in una realtà in cui in 7mila su 8mila comuni italiani il voto è divenuto pubblico: perché non si vota più il referendum SI o NO; il voto è andare o non andare al seggio, e chi decide di andare rischia, come avrebbe rischiato cento anni fa la condanna: per aver semplicemente votato, a prescindere da come ha votato.
Mi rivolgo dunque con rispetto, e anche con tono rispettoso che non sempre ho ritenuto di dovere e potere praticare, al presidente della Repubblica, in queste ore oggetto degli attacchi di quella Lega che mi pare leghi semplicemente la libertà civile del presidente del Consiglio (che si trova a governare, giova ricordarlo, in nome di un’alternativa liberale alla partitocrazia, perché a quell’insegna le elezioni ebbero luogo). Chiedo rispettosissimamente al presidente della Repubblica che è anche il presidente dei magistrati italiani, se egli davvero non trovi nulla da pensare (e magari anche da fare), in una realtà nella quale viene costantemente violato il diritto positivo italiano, quelle norme indiscutibili, che il professor Michele Ainis ha avuto il merito di far conoscere a tutti, non illustrando una tesi, ma limitandosi a pubblicare la lettera delle norme: coloro che, "ministri" del culto o "ministri" dello stato, intervengono per indurre (non per obbligare; si badi: per indurre) alla astensione gli elettori sono passibili di una pena che va dai 6 mesi ai tre anni.
…Mi auguro che il presidente della Repubblica voglia farsi portatore di queste istanze; esiga che gli si mostri quanto il professor Ainis ha pubblicato sul “La Stampa”; sono certo che egli comprenderà, che non può dare l’impressione di ritenere normale che in questa sua e nostra Italia, per quanto è di nostra conoscenza, non vi sia stato ancora un giudice, un magistrato, che abbia aperto ufficialmente una indagine a carico di alte personalità dello Stato; con questa aggravante, lo ripeto, di voler indurre, in modo ossessivo, ricattatorio, l’Italia alla astensione.
Pare che risulti impossibile, anche per i migliori quotidiani far sapere ed informare i loro lettori e l’opinione pubblica, di una straordinaria, singolare iniziativa, presa per iniziativa di ricercatori scienziati, persone che difendono con la libertà della ricerca la scienza, la conoscenza, la religiosità. Con loro e altre prestigiose personalità, e malgrado la totale censura sull’iniziativa da parte di “terzisti” e dintorni, abbiamo una manifestazione già prevista dal 17 giugno al 19. Un appuntamento: per dare la parola a coloro che con il SI hanno inteso comunque rispettare anche gli obblighi di legge, andando a votare; e invito tutti, domani a comprare “l’Unità” che ha come supplemento un film straordinario, "Io Luca Coscioni".
Il 22 marzo 1974: una data che evoco. Il segretario dell’allora PCI Berlinguer pronunciò in Parlamento un intervento che oggi “l’Unità” pubblica integralmente; un intervento col quale Berlinguer cessava di considerare il referendum sul divorzio “una iattura”, come ufficialmente il PCI aveva fino a quel momento fatto, creando un grande turbamento, enorme dolore e preoccupazione nella immensa base politica e sociale della sinistra. Quindi, quando Violante indica politicamente a Fassino l’esempio di Berlinguer, dicendo che seppe evitare lo scontro, e quindi vincemmo, dice una cosa assolutamente falsa rispetto alla storia del PCI e della sinistra: il cui onore fu proprio nel fatto che seppe alla fine ascoltare la voce del popolo italiano, e quaranta giorni prima della temuta "iattura", “ruppe” con i compromessi e "scatenò", con noi in modo convergente, lo scontro fra le posizioni oscurantiste, antiliberali (allora si poteva dire anche antinazionali), delle gerarchie ecclesiastiche; quegli ambienti furono battuti in modo ancora più clamoroso sull’aborto, e oggi rischiano una spaventosa rivincita violando tutte le leggi dello Stato, violando perfino i doveri e le prescrizioni delle costituzioni ecclesiastiche.
…Andiamo a votare. Chiedo si informi e si discuta della iniziativa grave di quel convegno, di quella assemblea nazionale autoconvocata 17-19, ricordando che tra i convocatori c’è Eugenio Scalfari e altre decine di personalità, non esponenti radicali. Spero che vi siano entro le prossime ore articoli e servizi, su questo: è urgente e necessario, per garantire il successo dell’iniziativa.
Ps.:Un inciso, infine, per un episodio sgradevole, ne sono indignato. Com’è noto, ho dato a suo tempo un giudizio diverso da quello di tanti, sulla "estromissione" di Enzo Biagi , di Michele Santoro e altri dalla RAI….Oggi però dinanzi a certi articoli, e alle prese di posizione di parlamentari ed esponenti di una di queste destre che si annida come un tumore nella vita politica del paese (Biagi, sia quali sono i miei giudizi e le grandi diversità), mi sento di dargli un fraterno consiglio: cerca anche tu, se ti riesce, di farti dare, retrospettivamente, una qualche tessera dalla P2; credo che avremmo risolto il problema; male, ma l’avremmo risolto.