Tibet, D’Elia, Mecacci e Perduca: organizzatori "marcia fino al Tibet" rispondono a richiesta Pannella esprimendo solidarieta' alla leader del popolo uiguro e iscritta radicale Rebya Kadeer


Ranital, India, 12 marzo 2008
• Dichiarazione della delegazione radicale che partecipa in India alla "Marcia fino in Tibet", composta da Sergio D'Elia, Matteo Mecacci e Marco Perduca
A conclusione della terza tappa della "Marcia fino in Tibet", cui continuiamo a partecipare, il Presidente del Tibetan Youth Congress, Tsewang Rigzin ha risposto a una richiesta di Marco Pannella, esprimendo pubblicamente e a nome degli organizzatori, la solidarieta' dei partecipanti alla Marcia nei confronti di Rebya Kadeer, leader del popolo Uiguro e iscritta al Partito Radicale Nonviolento, per l'arresto e il maltrattamento dei suoi due figli da parte delle autorita' cinesi nella regione del Turkestan dell'est.

'La nostra Marcia e' anche a sostegno di Rebya Kadeer e della sua lotta nonviolenta per la liberazione dei due figli ingiustamente imprigionati dalle autorita' cinesi e per il rispetto dei diritti politici e civili del popolo Uiguro, gli stessi che sono negati ai Tibetani,' ha dichiarato Tsewang Rigzin a nome degli organizzatori della Marcia.

La solidarieta' e il sostegno da parte degli organizzatori della marcia e' stata espressa anche attraverso una preghiera dei monaci e delle monache tibetane che rappresentano la stragrande maggioranza dei marciatori. Cio' costituisce un importante segnale che amplia la piattaforma e le prospettive politiche di un'iniziativa nonviolenta dalle grandi potenzialita' e che occorre impedire, con la nonviolenza, che sia fermata, come possibile, gia' nella giornata di domani da parte delle autorita' indiane.