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Cuba. Mecacci: Telecom cessi di essere strumento nelle mani del regime cubano nella repressione liberta’ di informazione.
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Si informi l’opinione pubblica sulle scelte capitaliste che sostengono i regimi, e non solo sul “kapitalismo amerikano”. C’e’ qualche organo di informazione interessato?
Roma, 14 febbraio 2007
• Dichiarazione di Matteo Mecacci, Rappresentante all’ONU del Partito Radicale Nonviolento, e membro della Direzione della Rosa nel Pugno
“All’apertura della Convenzione ed esposizione internazionale informatica all’Avana, oggi il Ministro della Comunicazione Ramiro Valdes, gia’ Ministro dell’Interno ed uno degli “eroi” e dei “duri” della rivoluzione castrista, ha annunciato che la comunicazione e’ il nuovo “campo di battaglia” con gli Stati Uniti, che da tempo investono in programmi di diffusione di informazione non censurata verso l’Isola.
Valdes, che ormai usa la compagnia telefonica Cubana ETECSA, come “braccio armato” della polizia e dei servizi segreti cubani, ha anche annunciato che ''sara' indispensabile stringere alleanze strategiche per far fronte ai tentativi egemonici americani, poiche' le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, tenuto conto dei rischi che comportano, diventano nuovi meccanismi di sterminio globale''.
Pochi sanno, nel nostro paese, che l’unico partner strategico straniero del regime cubano nel campo delle comunicazioni e’ Telecom Italia, che mantiene, dopo averla acquisita negli anni novanta, quando ancora era sotto il controllo del Governo, una quota di circa il 27% in ETECSA.
Purtroppo, questa compartecipazione finisce per sostenere crescenti attivita’ di repressione e di censura del regime cubano.
Come nel caso di TeleKom Serbia e nelle piu’ recenti vicende che hanno riguardato il gruppo Telecom, sembra proprio che valutazioni di opportunita’ e di moralita’ politica, abbiano poco spazio nelle scelte compiute dal maggiore operatore telefonico italiano.
Mentre negli Stati Uniti, compagnie come Microsoft ed altre, sono costrette a rispondere davanti all’opinione pubblica, grazie anche all’attenzione dei media delle scelte commerciali e “capitaliste” compiute in Cina e in altri paesi a sostegno di regimi autoritari – e annunciano le revisione dei loro piani - in Italia, sembra regnare una congiura del silenzio, con l’eccezione dell’Opinione e di Radio Radicale, forse a causa del peso che Telecom ha nei budget pubblicitari di molti organi di informazione.
Per informazioni e dettagli sulle attivita’ di repressione del regime cubano attraverso ETECSA a Cuba, si puo’ vedere il rapporto del Gruppo Internazionale Per la Responsabilita’ Sociale delle Imprese a Cuba (tradotto in italiano) al seguente link
http://www.radicalparty.org/cuba/ETECSA_Final_ita.pdf
Roma, 14 febbraio 2007
• Dichiarazione di Matteo Mecacci, Rappresentante all’ONU del Partito Radicale Nonviolento, e membro della Direzione della Rosa nel Pugno
“All’apertura della Convenzione ed esposizione internazionale informatica all’Avana, oggi il Ministro della Comunicazione Ramiro Valdes, gia’ Ministro dell’Interno ed uno degli “eroi” e dei “duri” della rivoluzione castrista, ha annunciato che la comunicazione e’ il nuovo “campo di battaglia” con gli Stati Uniti, che da tempo investono in programmi di diffusione di informazione non censurata verso l’Isola.
Valdes, che ormai usa la compagnia telefonica Cubana ETECSA, come “braccio armato” della polizia e dei servizi segreti cubani, ha anche annunciato che ''sara' indispensabile stringere alleanze strategiche per far fronte ai tentativi egemonici americani, poiche' le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, tenuto conto dei rischi che comportano, diventano nuovi meccanismi di sterminio globale''.
Pochi sanno, nel nostro paese, che l’unico partner strategico straniero del regime cubano nel campo delle comunicazioni e’ Telecom Italia, che mantiene, dopo averla acquisita negli anni novanta, quando ancora era sotto il controllo del Governo, una quota di circa il 27% in ETECSA.
Purtroppo, questa compartecipazione finisce per sostenere crescenti attivita’ di repressione e di censura del regime cubano.
Come nel caso di TeleKom Serbia e nelle piu’ recenti vicende che hanno riguardato il gruppo Telecom, sembra proprio che valutazioni di opportunita’ e di moralita’ politica, abbiano poco spazio nelle scelte compiute dal maggiore operatore telefonico italiano.
Mentre negli Stati Uniti, compagnie come Microsoft ed altre, sono costrette a rispondere davanti all’opinione pubblica, grazie anche all’attenzione dei media delle scelte commerciali e “capitaliste” compiute in Cina e in altri paesi a sostegno di regimi autoritari – e annunciano le revisione dei loro piani - in Italia, sembra regnare una congiura del silenzio, con l’eccezione dell’Opinione e di Radio Radicale, forse a causa del peso che Telecom ha nei budget pubblicitari di molti organi di informazione.
Per informazioni e dettagli sulle attivita’ di repressione del regime cubano attraverso ETECSA a Cuba, si puo’ vedere il rapporto del Gruppo Internazionale Per la Responsabilita’ Sociale delle Imprese a Cuba (tradotto in italiano) al seguente link
http://www.radicalparty.org/cuba/ETECSA_Final_ita.pdf
Members and contributors 2013
| Giuseppe R. Roma | 590 € |
| Salvatore P. Capistrello | 200 € |
| Giancarlo B. Torino | 30 € |
| Marco B. Merano | 20 € |
| Davide B. Prato | 50 € |
| Giuseppe P. Grottammare | 50 € |
| Maurizio T. Roma | 1.000 € |
| Rosa A. Firenze | 590 € |
| Giuliano G. Sondrio | 590 € |
| Sergio Pasquale R. Cremona | 500 € |
| Total SUM | 326.746 € |










