No alla pena di morte, in difesa della verità




Salvare Tareq Aziz non è un «mero» atto umanitario ma un obiettivo politico: la difesa del diritto e della verità, della legalità e della giustizia in Iraq. Marco Pannella lotta per affermare questi principi in Iraq e nel cosiddetto «mondo libero» da quando, due armi fa, è apparso chiaro che la guerra in Iraq è stata fatta scoppiare per impedire che scoppiasse la pace e sabotare così la proposta di un «Iraq libero» attraverso l'esilio di Saddam e un'amministrazione fiduciaria dell'Onu.
Bush e Blair sono i primi responsabili di questo sabotaggio, con l'aggravante di aver occultato esistenza e praticabilità dell'alternativa alla guerra ai loro parlamenti e all'opinione pubblica. Per aiutare nella ricostruzione della verità, dal 2 ottobre Marco Pannella ha ripreso il suo Satyagraha, letteralmente «amore e ricerca della verità», con uno sciopero della fame che, alla notizia della condanna a morte di Tareq Aziz, è divenuto anche della sete per evitare l'esecuzione di un testimone chiave.
Come con Saddam Hussein, impiccando Aziz, l'Iraq impedirebbe l'accertamento della verità, che costituisce un diritto fondamentale e un interesse inalienabile della collettività, anche di fronte all'elevato prezzo pagato in termini di vite umane e sofferenze in Iraq, non solo tra gli iracheni «occupati», ma anche tra i «liberatori». Caduto Saddam, la pena di morte in Iraq era stata sospesa dall'Autorità Provvisoria della Coalizione, ma reintrodotta dopo il trasferimento di poteri alle autorità irachene. Da allora le esecuzioni don si sono mai fermate, neanche sotto il «democratico» governo di Nouri al-Maliki.
Non esistono statistiche ufficiali, ma si stimano migliaia di condannati a morte e centinaia di giustiziati dalla fine del regime. Fonti governative parlano di una media di 10 esecuzioni a settimana. Le impiccagioni avvengono attraverso una forca di legno in una angusta cella del carcere al-Kadhmiya, ex quartiere generale dell'intelligente di Saddam Hussein. U è stato impiccato l'ex dittatore e altri esponenti del deposto regime. Video non autorizzati delle esecuzioni di Saddam e di Barzan al-Tikriti, poi resi pubblici, mostrano il corpo di Saddam su una barella con la testa girata di 90 gradi, mentre quella di Barzan si è staccata dal corpo durante l'impiccagione. Dopo la vittoria all'Onu sulla moratoria universale delle esecuzioni Marco Pannella lotta per una «Moratoria della pena di morte anche per Tareq Aziz», per rompere la tragica continuità con quanto era in voga ai tempi di Saddam e assicurare verità e giustizia a tutte le vittime del regime saddamita e non solo a quelle per cui Aziz è stato condannato a morte.

© 2010 Il Manifesto. Tutti i diritti riservati