Pena di morte, si sblocca la moratoria


Corriere della Sera

Depositato all'Onu il testo che abolisce la pena capitale. Voto previsto nella seconda metà di novembre
NEW YORK - Dopo una maratona negoziale, in extremis è stato depositato all'Onu il testo della bozza di risoluzione per una moratoria sulla pena di morte: oggi era l'ultimo giorno per depositare il testo in tempo utile per farlo passare entro questa sessione dell'Assemblea generale. Sull'iniziativa l'Italia ha condotto per mesi una battaglia in prima linea in Europa. Sono 72 i Paesi cosponsor del testo depositato presso la terza commissione dell'Assemblea generale, competente per i diritti umani, e presentato da Nuova Zelanda e Brasile. La risoluzione «dovrebbe essere presumibilmente votata entro novembre», riferiscono fonti Onu, per le quali «il numero di 72 Paesi cosponsor rappresenta un'ottima base di partenza» per arrivare ai 97 voti necessari per l'approvazione».
BONINO IN LACRIME - Negli ultimi giorni si erano intensificati i contatti dei diplomatici italiani per compattare il fronte del no alla pena capitale, riuscire ad avviare il negoziato e a far sì che la risoluzione venga votata nella seconda metà di novembre. Il ministro per le Politiche comunitarie, Emma Bonino, di ritorno da New York per promuovere l'azione del governo italiano, è scoppiata in lacrime quando ha appreso la notizia durante il congresso dei radicali italiani, alla Fiera di Padova. Un pianto liberatorio, di gioia, per la notizia. L'applauso dei congressisti va avanti per più di 5 minuti tra abbracci e strette di mano dei radicali ed esponenti delle varie associazioni che si sono battute per la moratoria della pena di morte nel mondo.
PRODI: «PASSO IMPORTANTE» - Soddisfatto anche il premier Prodi: «Con oggi speriamo di aver compiuto un passo definitivo e irreversibile verso l'approvazione della moratoria sulla pena di morte. E' una grande soddisfazione non solo per il governo italiano, che ha speso grandi energie per ottenere questo risultato, ma anche per il Parlamento che con un voto unanime - ha proseguito il premier - aveva dato forte impulso e convinto appoggio all'azione dell'esecutivo».

NON VINCOLANTE - È una corsa contro il tempo quella ingaggiata dall'Unione europea e dalla diplomazia italiana per arrivare all'adozione di una risoluzione di moratoria sulla pena di morte all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Una risoluzione simile, tuttavia, è più che altro un messaggio politico, in quanto non è vincolante. L'Italia, che ha agito dietro la presidenza portoghese, ha cercato di arrivare in terza commissione a presentare una bozza messa a punto anche solo dall'Ue o da un gruppo ancora più ristretto di Paesi, ma con un nutrito gruppo di co-sponsor - tra 65 e 70 - perchè si possa cercare di convincere già all'indomani dell'avvio dei negoziati altri stati utili al raggiungimento del quorum necessario per l'adozione in assemblea: 97 nazioni.