Home > VATICANO/ DE LUCIA E GASPARRINI: SE SUA SANTITA' CE LO PERMETTE, VORREMMO RICORDARGLI CHE NEL "CONTINENTE" HANNO ATTECCHITO RADICI CRISTIANE "ALTRE" DA QUELLE DELLA CHIESA DI ROMA
VATICANO/ DE LUCIA E GASPARRINI: SE SUA SANTITA' CE LO PERMETTE, VORREMMO RICORDARGLI CHE NEL "CONTINENTE" HANNO ATTECCHITO RADICI CRISTIANE "ALTRE" DA QUELLE DELLA CHIESA DI ROMA
Dichiarazione di Michele De Lucia e Sabrina Gasparrini, componenti della direzione nazionale della Rosa nel Pugno e dirigenti di Anticlericale.net
Roma, 14 dicembre 2006 - "Come già il cardinal Hummes, che si affrettò a correggere il tiro delle dichiarazioni sul celibato dei sacerdoti lo stesso giorno in cui le aveva rilasciate, così il Papa questa mattina, nel corso dell'incontro con l'arcivescovo di Atene e a due settimane di distanza dalla visita in Turchia, affossa le speranze di quanti - credenti e non - avevano salutato con favore le aperture in materia di diritti civili e futuro dell'Europa, confermando sempre più quanto il dogma sia lo strumento diplomatico per eccellenza all'occorrenza della Santa Sede. L'invito rivolto ai "cristiani in ogni paese dell'Unione Europea" a collaborare per difendere la fede cristiana dai "nuovi rischi", che avrebbero l'effetto di aprire "la strada a comportamenti e anche a legislazioni che attentano alla dignità inalienabile delle persone", suona come un disperato appello a difendere il potere di un'istituzione millenaria che sembra vivere un'epoca e una realtà parallele. Vorremmo ricordare a Sua Santità che nel "continente", fortunatamente, hanno attecchito radici cristiane "altre" da quelle della Chiesa di Roma ed esse hanno diffuso l'alfabetizzazione, quindi la conoscenza e la coscienza. Il continente cui Lei si riferisce, quindi, non è stato certamente plasmato dalle radici cristiane dello Stato Pontificio e al di là della religione che vi prevale - dato pur socialmente importante - ciò che può unire politicamente l'Europa è la volontà di costruire uno spazio comune di democrazia, in cui la libertà religiosa sia garantita insieme alle altre libertà individuali e non in contrapposizione ad alcune di esse, escluse dalla dottrina vaticana dal novero dei diritti civili in nome di un dogma che si richiama a quello che il cardinal Ruini ha definito questa mattina, riferendosi alle unioni omosessuali, come "amore autentitco", da preferire a "forme deboli e deviate di amore"".