Eutanasia (e non solo) a Congresso


Il Parlamento britannico ha respinto a larga maggioranza la legge sul suicidio assistito, che avrebbe permesso ai malati terminali di ottenere assistenza medica per mettere fine alla loro vita. Negli stessi giorni, il Senato della California aveva approvato il suicidio assistito, consentito già da altri quattro stati americani (Oregon, Washington, Montana e Vermont) mettendo la questione nelle mani del Governatore Brown ed eventualmente di un referendum, tenendo conto che secondo un sondaggio di Gallup circa il 70% dei californiani sostengono il suicidio assistito. Infine, l’Assemblea nazionale francese riprenderà l’esame della legge sulla sospensione delle terapie, recentemente modificata dal Senato. Insomma: nel mondo si discute. E si decide. Non sempre nella stessa direzione, ma si decide, in un contesto di opinione pubblica sempre più favorevole: la legalizzazione è sostenuta dalle opinioni pubbliche di quasi tutti i Paesi "avanzati" (Italia inclusa) come documentato dal recente numero di “The Economist”. Il Parlamento italiano, però, rimane fermo. La nostra proposta di legge è stata affidata alle commissioni Giustizia e Affari sociali, ma la discussione non è stata ancora avviata, nonostante la Costituzione preveda che “il popolo esercita l’iniziativa delle leggi”. Assieme a Mina Welby e Filomena Gallo, ci siamo rivolti a ciascun Parlamentare per proporre di assumere un'iniziativa comune: la costituzione di un intergruppo per l'eutanasia legale. Prima riunione, il 16 settembre. Chiunque abbia a cuore l’obiettivo della legalizzazione dell’eutanasia può fare qualcosa: sottoscrivere la proposta su www.eutanasialegale.it; partecipare al XII Congresso dell’Associazione Luca Coscioni, che si terrà presso l’Acquario civico di Milano dal 25 al 27 settembre e che discuterà anche le azioni di disobbedienza civile per consentire ai malati di accedere all’eutanasia.