Resoconto del Sen. Marco Perduca dal Giappone


Uiguri

Ieri ho partecipato alla sessione inaugurale della 4a assemblea generale del congresso mondiale degli uiguri che si e' tenuta al parlamento giapponese. oltre naturalmente a Rebya Kadeer, erano presenti 126 delegazioni da uiguri di tutto il mondo 20 parlamentari giapponesi del neonato gruppo di amicizia cogli uiguri (quasi tutti di opposizione) tre parlamentari turchi e rappresentanti tibetani, mongoli, manciuri e tatari nonché del National Endowement for Democracy che finanzia in parte le attivita' di quattro organizzazioni uigure. Nel 2004 la Rafto Foundation assegnò un premio alla Kadeer mentre ancora era in carcere.

 

Rebya Kadeer, che finalmente ho potuto sentire parlare in un contesto diverso dal nostro che in effetti negli ultimi tempi era diventato un po' di circostanza, ha detto chiramante quello che pannella le ripete da sempre e cioe' che la lotta per la liberta' e i diritti umani per gli uiguri e i tibetani e' anche a favore della democrazia per gli han, testuali parole. ha poi accennato, senza pero' soffermarsi troppo a lungo sulla questione, alla necessita' di vivere in armonia coi cinesi in un contesto di autonomia politica e amministrativa che consenta la difesa della cultura e tradizioni uigure (non ha mai menzionato la religione).

Gli interventi dei parlamentari giapponesi, coll'eccezione dell'unica donna presente, erano tutti incentrati sul confronto colla cina quasi con recupero di retorica nazionalista (lasciando intendere che i nemici dei miei nemici sono miei amici), raramente hanno menzionato i diritti umani e ancora meno il diritto internazionale. i parlamentari turchi hanno invece insistito sulla necessita' di salvaguardare la tradizione e la cultura di un popolo a loro vicino (anche se Erdogan ha negato il visto alla Kadeer almeno un paio di volte).

Oltre ad avere portato i saluti di Bonino e Pannella e ricordato come il ruolo delle donne in politica in asia sia un fattore di differenza, son tornato, evidenziando, sulle parole della Kadeer e la necessita' non di esportare ma di promuovere la democrazia colla nonviolenza e il dialogo politico, ricordando quanto il partito ha fatto col dalai lama e i tibetani e apprezzando anche gli sforzi degli uiguri in questa direzione. nella riconoscenza unanime ho poi ricordato che sia al parlamento europeo da 20 anni che alle nazioni unite da 15 siamo sempre stati il partito di servizio per gli uiguri ricordando un paio di passaggi cruciali come la risoluzione al pe del 1993 fino all'ultimo documento scritto circolato lo scorso marzo al consiglio dei diritti umani di ginevra proprio sugli uiguri. ho anche auspicato che il lavoro tra i parlamentari che si battono per la liberta' e la democrazia in cina possa, tramite gli uiguri e i tibetani, trovare un momento di maggiore coordinamento all'interno della comunita' delle democrazie.

Tra la cerimonia di apertura e la conseguente conferenza stampa alla quale son stato invitato assieme al presidente del gruppo di amicizia parlamentare giapponese ho contato 20 telecamere e altrettanti registratri. era la prima volta che mi capitava una cosa del genere! (ho chiesto all'ambasciata di tenermi informato sulla rassegna stampa).

Pena di morte

D'accordo con Elisabetta e grazie ai buoni uffici dell'ambasciata, nella pausa pranzo della riunione ho incontrato Murakashi Hirotami il coordinatore della Lega Parlamentare per l'abolizione della pena di morte. nella nostra lunga chiacchierata mi ha manifestato le difficolta' dovute sia a una quasi monolitica convinzione dell'opinione pubblica giapponese a favore della pena di morte sia la difficolta' di sollevare tali questioni in un periodo elettorale, si dovrebbe votare nei prossimi mesi. concordava che il nostro approccio del passo dopo passo fosse il migliore dal punto vista politico e infatti ha quasi definito un progetto di legge per l-'introduzione dell'ergastolo, che oggi non esiste in Giappone, colla speranza che possa soppiantare la pena di morte almeno per certi tipi di crimine. siccome vorrebbe che la proposta fosse presentata dal tutto il suo partito (democratico) sta lobbando la sua leadership. gli ho proposto non solo una collaborazione a livello parlamentare, ma anche la possibilita' di organizzare dei seminari o incontri assieme ad altre ong per carcare di approfondire la questione dati alla mano (se la pena di morte deve avere un potere deterrente perche' il Giappone le tiene le esecuzioni pressoche' segrete? quanto crimine c'e' in Giappone? ecc ecc). Gli ho anche promesso un invio di materiale sul partito (anche perche' e' uno dei parlamentari piu' attivi sul Tibet). Dall'ambasciata mi hanno fatto sapere che Sant'Egidio doveva organizzare una specie di simposio sulla pena di morte ad aprile ma per problemi di salute di Marazziti e' stato tutto rinviato. forse li dovremmo contattare per esser coinvolti a pieno titolo.