RADICALI, IL NEOSEGRETARIO TRAORE: ISLAM E DEMOCRAZIA COMPATIBILI


Il Velino

Roma - L’obiettivo è “una giustizia che sia giusta”. La bussola è la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo “sul cui contenuto tutti si dicono d’accordo”. L’approccio “è quello pragmatico”. Conferenza stampa alla Camera dei Deputati di Demba Traore, il nuovo segretario del Partito radicale, non violento, transnazionale e transpartito. Avvocato 39enne del Mali, di etnia maura e musulmano praticante, Traore è già stato deputato nel suo paese. Il suo programma parte dalle grandi battaglie radicali contro l’affollamento carcerario e per il rispetto della legalità, contro la fame nel mondo, contro le mutilazioni genitali femminili e a favore degli Stati Uniti d’Europa. Traore punta il dito “contro un’Europa basata solo su modelli economici e finanziari” e contro “un’Europa con tanti eserciti quanti sono gli stati nazionali, una follia nella quale si buttano miliardi di euro. L’Europa, al contrario, deve essere un modello per i popoli del mondo”. L’emergenza carceri e il rispetto della legalità sono centrali nel discorso del neosegretario: “Lo ha riconosciuto anche il capo dello Stato (Giorgio Napolitano, ndr). Cosa aspettiamo allora per intervenire? L’arrivo dei marziani?”. La situazione nelle carceri italiane “è incredibile” e per Traore e ancor più incredibile che questo avvenga “in un Paese etichettato come democratico”.

Il neo segretario rivendica con orgoglio la sua appartenenza a una formazione “che non fa discorsi ma azioni”. Al suo fianco alla Camera ci sono Emma Bonino e Marco Pannella. Il leader storico dei radicali sottolinea come “a Roma, nel cuore della cristianità c’è un segretario di un partito musulmano e credente”. Traore da parte sua rivendica la sua origine africana e islamica “perché la ricchezza del partito radicale, che è federativo, sta nella sua diversità culturale e linguistica. E tutti sono chiamati a contribuire – aggiunge lanciando un appello alle iscrizioni al Partito radicale –. Non esiste incompatibilità fra Islam e democrazia. Lo dico io che vengo dal Mali, una democrazia laica abitata al 90 per cento da musulmani”. E mentre Traore conclude facendo gli auguri ai cristiani per un buon Natale e al mondo “perché il 2012 sia un anno di pace e di felicità per tutti”, Pannella lamenta lo scarso interesse della stampa per l’elezione del giovane avvocato africano: “Noi siamo la non notizia. Quello che non c’è e che non accade”.