IL PREMIO GALILEO PER LA PACE A IVO JOSIPOVIĆ


"La lotta per la pace deve essere il compito più importante di ogni politico" ha detto lunedì 9 maggio nel famoso teatro fiorentino 'La Pergola' il Presidente della Croazia Ivo Josipović, ricevendo il prestigioso Premio Galileo per la Pace. Josipović ha ricordato le numerose vittime di diverse guerre nel mondo, in particolare quella del suo paese, la Croazia e dei paesi vicini nelle recenti sanguinose guerre degli anni novanta. Il presidente croato ha concluso il suo ringraziamento per il Premio dedicandolo a tutte le vittime della guerra.
Questo prestigioso riconoscimento, ideato dall'avvocato Alfonso de Virgiliis, fondatore del Galileo 2000, è stato consegnato al Presidente croato dal maestro Zubin Mehta, direttore d'orchestra di fama mondiale. Un gesto molto emozionante con il quale de Virgiliis ha voluto che il Premio fosse conferito al presidente Josipović da un artista musicale, perchè oltre a essere un capo di stato, Ivo Josipović è anche uno stimato compositore di musica classica.
Il Premio Galileo fu istituito nel 1996, inizialmente come un premio per la cultura, che con il passare degli anni si è arrichito di nuove categorie, quindi anche quella per la politica, i diritti umani e la pace. Per la prima volta nel 2003 il premio Galileo per la pace fu assegnato al presidente israeliano Shimon Peres, che era anche Nobel, sempre per la Pace.
Nella motivazione per l'attribuizione del Galileo per la Pace quest'anno a Josipović si legge tra l'altro che "il presidente croato si impegna da tempo per una visione europea dell'Europa sudorientale, per i diritti umani e per la giustizia internazionale. Ha dato un grande contributo all'apertura della Croazia e dell'intera regione ai valori europei, alla riconciliazione dei popoli sul territorio dell'ex Jugoslavia e per l'implementazione dei valori democratici".
Oltre a Josipović, i laureati di quest'anno sono anche José Manuel Barroso per le scienze politiche, il premier lussemburghese Jean-Claude Juncker per l'economia e la cecena Marjam Irisbajeva per i diritti umani. Al teatro della Pergola, alla ceremonia della premiazione erano presenti molte personalita' del mondo dello spettacolo e della politica, tra cui Marco Pannella, leader del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, e i parlamentari radicali Matteo Mecacci e Marco Perduca.
Precedentemente alla serata della consegna dei premi, il capo dello Stato croato ha partecipato a Palazzo Vecchio a una conferenza sullo "Stato dell'Unione", presieduta dal presidente dell'Istituto universitario europeo, Joseph Borrell, nell'ambito della Giornata d'Europa e delle varie celebrazioni che per diversi gioni si sono tenute a Firenze. All'iniziativa hanno preso parte anche la Commissaria europea per l'educazione, cultura e gioventù Androulla Vassiliou, membri del PE e altri esponeneti europei. Josipović ha sottolineato che la Croazia tra poco terminerà i negoziati per l'ingresso nell'Ue e la domanda che ci si pone è in che modo il paese, in quanto futuro stato membro, potrà contribuire all'Europa, nello spirito della dichiarazione Schuman del 9 maggio 1950 che costituì la cornice politica per la Ue. E' appunto questa data che viene celebrata come la Giornata d'Europa. Secondo il presidente Josipović, la Croazia può dare un contributo importante per la pace in Europa e mandare un messaggio significativo per la stabilità della regione e dell'intera Europa. Il Presidente croato ha ricordato che sussistono grandi differenze ma la Croazia può contribuire a ridimensionarle. "La Croazia allargherà lo spazio dei diritti umani e della democrazia e completerà la mappa dell'Europa, dove manca tutta la parte sudorientale" ha affermato Josipović, rilevando che l'ingresso della Croazia nella Ue sarà importante anche per gli altri paesi della regione.