SCARPE CINESI: SCHIARITA SUI DAZI


La Stampa

Emma Bonino: “Noi protezionisti? Abbiamo già perso 2300 posti di lavoro”.


Bruxelles - Accordo più vicino in Europa sull'introduzione di dazi per le scarpe importate da Cina e Vietnam. Decisiva potrebbe essere la riunione del Comitato dei rappresentanti permanenti dei 25 presso l'Ue (Coreper) svoltasi oggi pomeriggio a Bruxelles. L'incontro si è chiuso ancora una volta senza intesa, ma - secondo quanto si apprende da fonti diplomatiche - avrebbe fatto registrare una grande novità. Cipro - uno degli Stati finora indecisi assieme a Belgio e ai Paesi baltici - sarebbe pronto a schierarsi con l’Italia e con gli altri Paesi favorevoli all'introduzione di misure antidumping, assicurando così la maggioranza alla proposta messa a punto dalla Commissione Ue. Quella che prevede l'imposizione di dazi del 16,50% nei confronti di Pechino e del 10% nei confronti di Hanoi.
In particolare - sempre secondo quanto si apprende - Cipro avrebbe manifestato la volontà di appoggiare l'ultima versione del piano antidumping, quella che ridurrebbe da cinque a due anni (oppure tre) il periodo di funzionamento delle misure antidumping. Per questo tutto è stato rinviatoalla prossima settimana, così da permettere ai tecnici della Commissione di apportare le ultime limature al sistema disegnato dal commissario Ue al Commercio, Peter Mandelson. Il Coreper tornerà quindi a riunirsi mercoledì 4 ottobre. E stavolta potrebbe essere la volta giusta per siglare il compromesso. Appena in tempo per evitare la scadenza del 6 ottobre, data in cui non saranno più in vigore i dazi provvisori introdotti nell'aprile scorso.
Se effettivamente Cipro con fermerà le sue aperture verso il fronte del sì, una parte del merito sarà anche dell'Italia.
Negli ultimi giorni, infatti, martellante è stato il pressing del nostro Paese a favore di una svolta positiva della vicenda. Anche in polemica con la presidenza finlandese dell'Ue che – a detta del ministro per il Commercio internazionale, Emma Bonino nelle scorse settimane non avrebbe agito per favorire il compromesso. La Finlandia, infatti, fin dall'inizio della discussione sui dazi si è schierata insieme con quasi tutti i Paesi nordici (esclusa la Svezia) contro la proposta Mandelson. «Rifiuto l'etichetta di protezionista - ha ribadito la Bonino - e non accetto che da Milano in giù siamo tutti protezionisti, e da Milano in su tutti sono per il libero mercato». Il ministro ha del resto ricordato come in Italia - Paese che rappresenta circa il 40% della produzione di scarpe in Europa - negli ultimi sei mesi il settore calzaturiero abbia perso oltre 2.300 posti di lavoro, quasi tutti a causa della concorrenza sleale da parte dei Paesi asiatici. Un fatto inaccettabile per il nostro Governo.