Pannella sulla situazione in Medio oriente e sulla politica estera, su "clericali" e "credenti", sul Satyagraha per la Pace, sulla Rosa nel Pugno...


TentarNonNuoce

• Una sintesi della conversazione con Massimo Bordin del 27 agosto, in collegamento da Phnom Penh. A cura di TentarNonNuoce (http://tentarnonnuoce.ilcannocchiale.it)
Marco Pannella si è collegato, per la consueta conversazione settimanale con il direttore di Radio Radicale Massimo Bordin, in diretta da Phnom Penh in Cambogia, dove si trova in missione per il Partito Radicale nel tentativo, tra l'altro, di promuovere il Manifesto-Appello per il Grande Satyagraha per la Pace.

LA RNP HA FATTO VENIRE ALLA LUCE LA CLANDESTINA UNITA' PARTITOCRATICA CHE GIA' UNIVA DA DECENNI LE OLIGARCHIE ITALIANE

Pannella ha iniziato però dalla politica italiana, affermando che "oggi la destra, ed anche la componente più estrema di essa, ha realizzato con il centrosinistra una convergenza di straordinario valore". Di questo i radicali e la Rosa Nel Pugno dovrebbero essere felici, in particolare dopo la scelta per "l'alternanza tra le due componenti oligarchiche". "Felici - ha spiegato - perché oggi il nuovo partito, e sottolineo partito, ha messo in movimento tanti settori della politica italiana, un movimento che porta a manifestarsi realtà un anno fa impensabili". Un movimento, in definitiva, che "ha fatto venire alla luce la clandestina unità partitocratica che già univa da decenni le oligarchie italiane"

PACE: AD ASSISI SONO RIMASTI IN POCHI QUELLI CHE ODIANO MA LA CHIAMANO "PACE". DA ENZO BIANCHI LA CONFERMA CHE IL CLERICALE FONDAMENTALISTA NON E' CREDENTE MA DISPERATO CHE CERCA NELL'ODIO E NELLA PAURA IL MEZZO PER IMPORRE LA SUA VISIONE

Solo dopo questa introduzione Marco Pannella si é concentrato sulla proposta radicale del grande Satyagraha per la Pace ed approfondendo alcune riflessioni su un libro di Enzo Bianchi. "Noi, che non siamo mai stati apocalittici, oggi diciamo che esiste oggettivamente la possibilità di una guerra mondiale che occorre scongiurare non con la mera invocazione della pace, come dice anche oggi Fassino, ma con la costruzione della pace". Nel manifesto-appello per il primo grande Satyagraha per la Pace Pannella afferma di aver trovato una assonanza con una citazione di Kant, “Sognare il dolce sogno della pace”, che ha potuto leggere recentemente in un libro di Enzo Bianchi. Proprio su questo testo Pannella si é soffermato, citando anche il sommario del libro in cui si parla di "una laicità del rispetto", ma anche di "differenza cristiana", del "dialogare e dell'accogliere l'altro" ed infine della pace in quanto "sogno per cui combattere".

Da qui alcune riflessioni sulla recente manifestazione di Assisi. "Si trattava, da quel che ne so, di poche migliaia di persone. Siamo lontani dalle marce unitarie di cui ho sempre sottolineato un paradosso: "Odiano e la chiamano pace", agli antipodi da noi che in questo momento stiamo usando il termine 'pace' come obiettivo da costruire".

Sempre nel libro di Bianchi Pannella ha detto di aver trovato conferma del fatto che il clericale-fondamentalista "non é credente ma é disperato che cerca nell'odio e nella paura il mezzo per imporre le sue visioni", a differenza del credente che ama ciò in cui crede. "Se ha senso la rivelazione - ha spiegato il leader radicale - che é fatta con parole che parlano ogni volta in modo nuovo durante le diverse fasi antropologiche del pianeta, c'è da dire che tutti i grandi testi delle religioni hanno in comune questa caratteristica. E' la loro stessa parola, in ogni momento, che fa sì che siano re-interpretati in maniera differente". "L'essere laico é quindi connotato attuale, e non valore aggiunto, del credente. Il laico, allo stesso modo, non può essere considerato un non-credente; c'é religiosità in chi sa che esiste una trascendenza rispetto alla limitatezza storica del singolo individuo".

Tutto questo testimonia come sia con il potere che viene mortificata la fede, "una parte grande del vissuto del popolo". A maggior ragione va dato atto, in questo caso a Giulio Anselmi, direttore de La Stampa, del fatto che ospitando gli interventi di Enzo Bianchi, "si riempia un vuoto, non naturale ma artificiale, nel quale viene immersa dallo strapotere mediatico-autoritario, la religiosità vera e propria".

POLITICA ESTERA: D'ALEMA SBAGLIA SU HEZBOLLAH MA E' COMUNQUE COSTRETTO AD UNA SINTESI UNIVOCA DI STORIE E CULTURE CONTRAPPOSTE INTERNE ALLA COALIZIONE. BERLUSCONI FECE PROPRIA LA SOLA RETORICA RADICALE, NON LE PROPOSTE DI GOVERNO

Riguardo la politica estera del nuovo governo, Pannella non fa sconti, ma ci tiene a sottolineare che il governo Berlusconi non é da rimpiangere, sempre pronto come era a fare propria la "retorica radicale", ma senza far seguire a questa la prontezza a governare alcunché. "Pensiamo alla pena di morte, materia nella quale si é impedita una vittoria clamorosa in sede ONU sulla moratoria delle esecuzioni. Pensiamo alla Turchia... anche lì non ci fu coerenza tra annunci ed opere".

"Il governo attuale é costretto, anche dalla presenza di posizioni diametralmente opposte all'interno della coalizione, ad operare sintesi che poi deve attuare e che non sono rinviabili. Il ministro D'Alema sbaglia profondamente se dice che Hezbollah é accettabile su tutto; oggi infatti D'Alema dice che 'Hezbollah non é solamente un'organizzazione terroristica' e che 'il compito dell'ONU non é quello di disarmarla'". In questo momento la politica estera del nostro paese deve realizzare la sintesi di storie contrapposte, di storie che sono state da anni ferocemente contrapposte anche sul trentottesimo parallelo". "Spero diventi possibile per i compagni e le componenti liberali della CDL di essere trainanti delle contraddizioni, e poi delle sintesi, che sono presenti in quella coalizione".

LIBANO: ABBIAMO CONSEGNATO LE ARMI DI ATTRAZIONE DI MASSA NELLE MANI DEI TERRORISTI. ORA CON ISREALE NELL'UE SI PUO' DISINNESCARE CONLITTO MONDIALE E RI-APPASSIONARE POPOLO EUROPEO.

I fatti di queste ultime settimane, in Libano come in Israele, sono "la dimostrazione di un mondo senza speranza del quale siamo responsabili. Siamo riusciti a fare in modo che le armi di attrazione di massa le gestiscano i terroristi; un po' come accaduto in Europa, nell'Europa della patrie odierne, più gollista che federalista nel senso in cui la intendevano Spinelli, Rossi e Colorni, una Europa sempre meno attraente per il popolo europeo".

Pannella ha dunque ricordato come l'ingresso di Israele nell'UE sia solo "strumentale", dal momento che anche "un semplice annuncio di un incontro tra le due parti con l'ingresso di Israele all'ordine del giorno", potrebbe avere un effetto di deterrenza e scongiurare il conflitto mondiale possibile. "Dal primo settembre cominceremo a fare i conti con la nostra proposta. Oggi i sei parlamentari cambogiani che sono riuscito ad incontrare hanno voluto patrocinare con noi il Primo Satyagraha per la pace". Un appello in particolare lo ha rivolto a Fausto Bertinotti, che sia "il primo tra i firmatari di questa proposta che renderemo pubblici a settembre". Un gesto quasi dovuto dopo che Rifondazione é divenuta "forza radicale" e soprattutto dopo la "scelta nonviolenta". "Ma poi faccio appello a tutti i parlamentari, gli stessi che in maggioranza assoluta sottoscrissero appello per Iraq Libero e che oggi ne dovrebbero essere fieri. Abbiamo estremo bisogno di queste presenze".

M.O.: ISRALE NELL'UE NON BASTA; OCCORRE GARANTIRE CHE ANCHE LO STATO PALESTINESE NASCA CON ALLA BASE I PRINCIPI CHE FONDANO LE GRANDI DEMOCRAZIE E LA STESSA ISRAELE, ALTRIMENTI FORNIREMMO AI PALESTINESI UN CONTRIBUTO FOLLE", DOPO DECENNI DI LEADER INCAPACI DI RIFORME

Certo spingere Israele a rinunciare alla sua sovranità nazionale assoluta non basterà; si tratterà di "garantire che anche lo stato palestinese nasca con alla base i principi che fondano le grandi democrazie e la stessa Israele, altrimenti forniremmo ai palestinesi un contributo folle", dopo decenni di leader incapaci di riforme. "Questa la battaglia per la pace, che va condotta con armi della democrazia, della libertà e della giustizia".

Sulla missione Unifil ed il nuovo mandato ONU, Pannella conclude con una osservazione ed un auspicio. La prima: "Che la Francia tutta contenta si sia presa la parte iniziale e costitutiva della missione mi fa pensare; io sono assolutamente diffidente della politica francese di questi decenni nei vari teatri africano, medio-orientale...Avrei preferito dunque l'inverso, ma questa é solo una mia osservazione". L'auspico: "Ci vorrebbe una commissione di inchiesta sull'operato della missione Unifil, che invece di assicurare lo scioglimento delle milizie, é stata a guardare mentre si militarizzava e si occupava il territorio libanese".

Il leader radicale ha concluso con un saluto ad Adriano Sofri, che da anni ha percorso "un calvario per affermare la potenza della nonviolenza e pagando di persona la violenza di stato pubblica in violazione della propria legge. Voglio dire ad Adriano, ricco della sua solitudine, che chiediamo alla sua solitudine e alla sua povertà, come si chiede solo ai ricchi, gli chiediamo di partecipare a questa nuova follia della ragionevolezza e della speranza, come ha fatto già tante altre volte".