«Yukos, una farsa il processo a Khodorkovsky»


Lunedì la sentenza ma per il legale del magnate russo la condanna é scontata: «Non e il tribunale a decidere, é un caso politico»

ROMA «Non c'è dubbio che sarà condannato. Questo non è mai stato un processo. Piuttosto una farsa. La soluzione potrà essere solo politica, non verrà mai da quest'aula giudiziaria». Bob Amsterdam guida il team di avvocati di Mikhail Khodorkovsky, fino a due anni fa l'uomo più ricco di tutta la Russia, alla guida di un colosso economico come era la Yukos Oil Company. Arrestato per frode e reati fiscali, Khodorkovsky ha assistito dalla sua cella allo smantellamento del gruppo che aveva costruito nell'era delle privatizzazioni, la Rosneft una società a controllo statale ha preso le redini del settore più importante della Yukos, la Yuganskneftgas. Oggi l'ex oligarca rischia fino a dieci anni di carcere. Il suo arresto è stato il segnale del vento di restaurazione che soffia nella Russia di Putin, per i capitali stranieri la sirena d'allarme che ha segnato il dietro front dal mercato dell'ex Unione sovietica. Tra pochi giorni è attesa la sentenza. Ma l'esito del processo per Bob Amsterdam, è stato segnato sin dall'inizio. «I paesi europei, tra questi l'Italia, non hanno capito quanto sia seria la situazione. Il caso Yukos non riguarda solo Khodorkovsky. In Russia sono in pericolo i diritti umani, le regole della legge e c'è un problema molto grave con il rafforzamento dei servizi segreti».

Quando ha potuto vedere Khodorkovsky l'ultima volta?
«Due settimane fa, in Tribunale. Fuori dall' aula non ho mai avuto la possibilità di farlo. perché non sono russo. Non sarebbe cambiato comunque: durante gli incontri le conversazioni con gli avvocati russi erano registrate, gli stessi legali sono stati minacciati. Persino presi in ostaggio: uno degli avvocati, Svetlana Bahkmina è in carcere da cinque mesi, senza nessuna ragione legittima. Non c'è stata nessuna possibilità di organizzare la difesa. Sono stati sequestrati documenti privati scambiati tra Khodorkovsky e i suoi legali: la Procura russa è il più grande gruppo criminale che io abbia mai visto. Hanno già distrutto il futuro di Khodorkovsky, ora vogliono distruggere anche il suo passato sostenendo che ogni cosa che ha fatto è stata un crimine. Vogliono rovinarlo anche come possibile figura politica. Se potessero lo ucciderebbero».

Lei afferma che c'è un obiettivo politico dietro il processo contro Khodorkovsky. Quale?
«Non solo politico. Khodorkovsky è in carcere perché il Cremlino voleva prendere il controllo del settore petrolifero e le attività della Yukos erano incredibilmente importanti nell' Europa centrale. Il petrolio serve per assicurarsi il potere politico. Ma è una situazione pericolosa anche al di fuori del confini russi».

Che Intende dire?
«I rapporti che si sono creati oggi tra Russia e Germania in ambito energetico, bypassando con l'oleodotto i paesi Baltici, rappresentano un pericolo per il resto dell'Europa e per la stessa Russia. Oggi Mosca non ha nessuna politica industriale, non c'è nessun piano economico. C'è solo il petrolio. Il fatto che Khodorkovsky è in carcere, una delle più grandi imprese del paese è stata smembrata, 40 miliardi di dollari sono stati espropriati rappresenta una delle più gravi violazioni del diritto internazionale del II dopoguerra. Eppure la Germania non ha nulla da obiettare. E così altri paesi. Ricordo che il signor Berlusconi, quando Putin è venuto in Italia, si è proposto come suo avvocato difensore nel caso Yukos. Beh io vi dico che se Putin aveva bisogno di un difensore un anno e mezzo fa, oggi gliene servirebbe una dozzina. Perché ha continuato a violare le leggi internazionali e perché ha perso molta della sua popolarità».

Il presidente Putin nel suo recente discorso alla nazione ha accusato ancora una volta gli oligarchi, ma ha invitato a porre fine al terrore delle tasse. Questo cambia qualcosa per quanto riguarda il processo?
«Assolutamente no. Ma vorrei dire anche che quel discorso in cui Putin sottolineava la necessità di una maggiore democrazia e di una stampa libera non è stato preso per buono da nessuno. La borsa russa è scesa per tre giorni consecutivi dopo le affermazioni del presidente» .

Perché è venuto in Italia, cosa si aspetta?
«L'Italia ha una relazione speciale con la Russia. Sarebbe importante che la usasse per vedere che cosa si può fare per i diritti umani, per la libertà di stampa o contro la persecuzione delle ong. O la violazione arbitraria delle leggi».

I beni della Yukos sono stati congelati o svenduti prima della sentenza. Che cosa accadrebbe se Khodorkovsky contro le previsioni dovesse essere dichiarato innocente?
«Non c'è stato niente di legale in questo processo. Ma il caso non si porrà nemmeno: non si arriva a questo punto per tornare indietro» .

Quindi non ritiene possibile nessuna soluzione positiva in Tribunale?
«No. Non con l'attuale leadership. Noi ovviamente ricorreremo in appello in Russia. Ma cercheremo anche di contribuire a trovare una qualche soluzione politica al di fuori della Russia».