Le mille anime di Pannella

Filippo Ceccarelli
La Stampa

TRA MARIJUANA E HASHISH, TRAVESTIMENTI E DIGIUNI, CINQUANT´ANNI DI POLITICA: DA LEONE ALLA IOTTI PASSANDO PER PERTINI E ANDREOTTI

Il ritorno del «sopravvissuto» Ancora alla ribalta un leader abituato da sempre a improvvisi rientri «Non vi preoccupate, tante volte sono stato proclamato morto»


DUNQUE è tornato, Pannella. A un paio di giorni dall´elezione, il nuovo segretario del partito radicale transnazionale è subito riuscito a «sconvolgere», come promesso, l´agenda del Palazzo imponendo se stesso all´ordine del giorno della vita pubblica italiana. Per cui ieri pomeriggio, in rapida successione, ha incontrato il presidente della Camera, per la seconda volta, poi quello della Rai e infine quello del Consiglio. Con il Presidente della Repubblica, d´altra parte, aveva parlato per telefono alla fine del mese scorso. E´ già molto perché Carlo Azeglio Ciampi ha qualche ragione supplementare per ritenere particolarmente delicato ogni contatto con Pannella. Lo scorso anno, su «Libero», il leader radicale annunciò provocatoriamente di voler «uccidere» il Capo dello Stato in quanto complice delle violazioni della legalità repubblicana. Al Quirinale non piacque affatto tale impostazione; e se pure i radicali furono in seguito ricevuti, e anche compresi nella loro denuncia contro il sistema televisivo, sul Colle Pannella venne dichiarato non gradito. Acqua passata, evidentemente. Con il presidente del Senato s´era visto il 25 marzo, ma anche qui, a giudicare dai comunicati che si avvitavano meticolosamente l´uno con l´altro evidenziando imbarazzanti differenze con i comunicati usciti dopo il primo incontro con il presidente della Camera, il colloquio non deve essere filato liscio come l´olio. A Pera, comunque, così come a Ciampi, a Casini, a Baldassarre e a Berlusconi, insomma a tutti, Pannella pone al momento, con la consueta e temuta irruenza, la questione, anzi le due (sacrosante) questioni del mancato plenum della Camera e della Corte Costituzionale. Per quest´ultima, in concreto, vuole che venga decretata una seduta fiume, per un´elezione a oltranza. Ora, bisogna sapere che nei sacri palazzi istituzionali Pannella ha già di per sé e per lunga tradizione il dono di suscitare il panico. Ma nella presente circostanza, a 71 anni e rotti, con quattro bypass e quattro operazioni subite, Pannella minaccia anche di iniziare dopodomani un rovinoso sciopero della sete. Ecco: si diano perciò una regolata. E´ plausibile che se la diano. Con tutto il rispetto, Pannella conosce non solo i suoi polli, ma l´intero pollaio politico-mediatico. E´ anche per questo che i suoi l´hanno fatto «tornare». O meglio: «Convinti che abbia slancio e chiarezza strategica», come recita la mozione, l´hanno invitato «calorosamente» a riprendere le redini del partito, che nel frattempo si era diviso e forse, comprensibilmente, anche scoraggiato. Pannella, inizialmente, non voleva proprio andare al congresso di Ginevra. Nel mondo radicale c´è tutta una leggenda sull´imperatore cinese che governava con la propria assenza. Però poi il leader ha ventilato una sua partecipazione via Internet; quindi ha previsto di intervenire con una telefonata; infine è arrivato per ricevere la dovuta investitura e proporre di battersi per la libertà della Cecenia, del Tibet, dell´Uighmistan, per far entrare Israele in Europa e portare la democrazia in Tunisia, nei Balcani, nel Caucaso... A essere sinceri sembra un film già visto. Ma è proprio questa la grande risorsa narrativa e la rassicurante virtù radicale. Con la stessa impetuosa ostinazione con cui ieri sera ha incontrato Casini, Baldassarre e Berlusconi, l´altroieri e cioè a partire dagli anni settanta Pannella incontrava Leone, Pertini, Cossiga, Scalfaro, Craxi, Andreotti, Forlani, Fanfani, la Jotti e tanti che non ci sono più. In altre parole: di tutti i leader della Prima Repubblica egli non appare solo un sopravvissuto, ma l´unico che può ancora concedersi il lusso di piantare grane agli attuali protagonisti. Sulle ragioni, o se si preferisce sul segreto di tale longevità politica l´analisi si fa evidentemente più complessa. C´è chi dice che Marco ha mille vite. E «Mille Marchi», in effetti, s´intitolò nel 1995 un opuscolo fotografico che celebrava le molteplici trasfigurazioni iconiche pannelliane. Vero è anche che il personaggio, o meglio la sua immagine è sembrata scontare negli ultimi tempi una qualche eclissi, in parte per ragioni di salute, forse per evitare un eccesso di sovrapposizioni con Emma Bonino. E in ogni caso devono aver pesato logoramenti ideali, cambi di cornice, inflazione di referendum (50 comunque ne ha fatti votare agli italiani in 22 anni), insuccessi e sperperi elettorali, oltre alla sempre più grave difficoltà di sfondare il muro del silenzio. E tuttavia, se solo si guarda ai temi dominano oggi l´agenda politica - dagli Stati Uniti d´Europa all´informazione, dall´articolo 18 alla legalità, dal bipolarismo al terrorismo passando per il pacifismo, Israele, la fame del terzo mondo e la questione genetica - beh, ci si accorge che in fondo sono tutti argomenti per così dire «radicali»: come minimo anticipati, spesso sviscerati, non di rado «bruciati» da Pannella nell´indifferenza generale il linea con il crudele destino dei profeti. Gli stessi girotondi attorno alle sedi Rai hanno precedenti (marce, con tanto di complessi musicali) che affondano nell´iniziativa radicale degli anni settanta e novanta. Idem la battaglia antiproibizionista: Pannella ha «fumato» e distribuito derivati della canapa ormai a distanza di vent´anni. Nel gennaio scorso ha cercato invano di farsi arrestare in Inghilterra offrendo bustine di marijuana e hashish, ma il bobby si è limitato a prendergli il nome, notificandogli con cortesia che lì perseguire quel genere di reato è una perdita di tempo. Più e più volte hanno dato per finito Pannella. Ma lui, che pure non va mai al cinema, ha risposto un giorno: «Avete presente il finale di Luci della ribalta, quando Calvero, dice: "Non vi preoccupate, sono morto tante volte"? Ecco, io mi limito a dire che tante volte sono stato proclamato morto». L´esempio filmico calza a pennello. Nessuno ha intuito prima di Pannella (che si è imbavagliato e travestito da clown, Babbo Natale, gangster e miliziano croato) il dominio delle scene, degli spettacoli e delle rappresentazioni televisive. Nessuno può sorridere, insomma, se Pannella è Pannella.