CROAZIA: ASSEMBLEA DEL PARTITO RADICALE A ZAGABRIA 24.04.1993.


IL DR. ZDRAVKO TOMAC E' IN NUOVO PRESIDENTE DI "TRANSNACIONALNA RADIKALNA STRANKA" L'ASSOCIAZIONE RADICALE IN CROAZIA.
OCCORRONO ALMENO 2000 ISCRITTI, CITTADINI E PARLAMENTARI, IN CROAZIA, BOSNIA E SLOVENIA. OCCORRE SPINGERE L'ONU AD ATTIVARE IL TRIBUNALE INTERNAZIONALE CONTRO I CRIMINI DI GUERRA.
35 NUOVI ISCRITTI AL PARTITO RADICALE: TRA QUESTI L'EX PREMIER GREGURIC, E I DEPUTATI ANTO KOVACEVIC (democristiano), SILVJIE DEGEN (presidente del partito socialista), MILAN DJUKIC (vice presidente del Parlamento), DUSAN BILANDZIC (vice presidente di SDP, partito socialdemocratico).

L' assemblea degli iscritti radicali di Croazia, Slovenia e Bosnia Herzegovina, all' incontro plenario tenutosi a Zagabria il 24 aprile 1993, a cui hanno partecipato anche il Segretario del Pr, Sergio Stanzani, e i membri del Consiglio generale, Olivier Dupuis, Sandro Ottoni, Marijana Stefanic, Zdravko Tomac, Vijekoslav Zugaj, nel documento finale approvato all' unanimita' afferma:
1. il compito di TRS (Transnacionalna Radiklna stranka) di raccogliere, entro il 1993, la quota di 2.000 iscritti, dei quali almeno 30 parlamentari; quota minima necessaria per dare forza alle attività del partito in quest'area;
2. nomina un Comitato d'emergenza, presieduto dal Dott. Zdravko Tomac, con il compito di realizzare una campagna di iscrizioni straordinaria, in ottemperanza ai documenti finali approvati dall' assemblea (v. allegati).

I lavori pomeridiani dell' Assemblea si sono svolti in due commissioni.
Nella prima, "Sviluppo della democrazia nei paesi dell' ex-Jugoslavia, tra la pace e la guerra", hanno svolto relazioni gli iscritti : Zdravko Tomac, parlamentare, membro del Consiglio generale del Pr; Rade Jovicic, parlamentare serbo; Izet Muhamedagic, parlamentare della Bosnia; Vjekoslav Zugaj, Consiglio generale del Pr; Balla Lajos, rappresentante della minoranza ungherese della Vojvodina.
Questa commissione oltre ad approvare il documento seguente (allegato 2.) ha rilevato la necessità di ribadire ancora, fermamente, come partito transnazionale la responsabilità degli aggressori, contro la tesi della "colpa collettiva". Occorre inoltre che la Croazia conquisti gli standard europei di democrazia, nonostante la guerra, ed in questo il TRS può essere un ponte di collegamento tra forze politiche diverse, intellettuali, rappresentanti delle minoranze e cittadini. Il rafforzamento della democrazia in Croazia le consentirebbe, conquistando la credibilità internazionale, di porsi alla guida del processo di pacificazione.
Occorre infine riprendere tentativi di dialogo con le forze democratiche serbe e con i serbi delle zone UNPA, al fine di contrastare la disinformazione, utilizzando Radio e TV e stampando materiale propagandistico.
Ai lavori della seconda commissione, intitolata "Lo sviluppo della democrazia nei paesi della ex-Jugoslavia: rispetto dei diritti umani", sono state presentate relazioni sui temi dell' AIDS, droga, minoranze etniche, pena di morte, da: Amir Hanusic, Nenad Klapcic, Marijana Franjevic, Zdenko Radic e Marijana Stefanic.
I partecipanti della seconda commissione hanno rilevato la scarsa o nulla presenza di informazioni sui temi esaminati, sia nelle istituzioni che nei mas-media. A tal fine TRS si impegna ad approfondire e divulgare i dati e le informazioni di cui già dispone, anche attraverso una serie di dibattiti pubblici.

All' Assemblea hanno assistito anche i rappresentanti dei partiti nazionali della Croazia e della Bosnia ed Erzegovina: Franjo Greguric (Unione democratica croata), Milivoj Kujundzic (Unione democratica croato, iscritto PR), Andrija Grgicevic (Partito dei contadini croato), Josip Laus (Partito dei contadini croato), Dusan Bilandzic (Partito sociale-democratico croato), Anto Kovacevic (Unione democristiana croata), Zrinjka Glowatcki-Bernardi (Partito sociale liberale croato), Milan Djukic (Partito popolare serbo), Dragutin Palasek (Unione sociale democratica), Semso Tankovic (Azione democratica musulmana), Silvije Degen (Partito socialista croato), Davorin Zorko e Bortis Sorsa (Partito croato della legge naturale); il secondo consigliere dell' ambasciata ungherese a Zagabria, Ferenc Kikesi, i due rappresentanti dell' organizzazione slovena "Slovenski dom", il professore universitario, Branko Caratan, e il poeta Enes Kisevic, entrambi iscritti nel Pr, mentre da parte del Comune di Zagabria questa Assemblea è s
tata salutata il vicepresidente del Consiglio esecutivo del Comune di Zagabria, Dusan Malesevic.

Vanno rilevate le iscrizioni di Franjo Greguric, Anto Kovacevic, Silvije Degen, Milan Djukic, Branko Caratan e di Dusan Bilandzic (accademico, vice- Presidente di SDP); come pure le numerose firme raccolte sulle petizioni per la costituzione del tribunale internazionale dei crimini di guerra, come un organo stabile dell' ONU, e per un approccio più efficace alla problematica dell' AIDS.

Documenti approvati all'unanimità:

1. Mozione statutaria

L'assemblea degli iscritti croati e bosniaci al Partito radicale (transnazionale e transpartitico), registrato in Croazia come Transnacionalna Radikalna Stranka, riunita a Zagabria il 24.5.93:
considerando che, a fronte delle tragedie, delle minacce e delle sfide di questo fine secolo sempre più appare necessaria la presenza organizzata del partito transnazionale e nonviolento per il diritto alla vita e la vita del diritto, ossia del Partito Radicale;
salutando lo straordinario successo ottenuto dal Partito radicale nella realizzazione della mozione congressuale attraverso l' iscrizione di oltre 38.000 cittadini italiani al PR che ne hanno così scongiurato la chiusura ed assicurato l'esistenza e l'iniziativa politica almeno per un altro anno;
considerando che la presenza del partito in Croazia, Slovenia e Bih, pur registrando significative adesioni, risulta decisamente inferiore per qualità e quantità a quanto necessario per un'effettiva operatività del Pr in quest'area;

delibera
- la sospensione dell'attuale statuto di TRS fino al conseguimento dell'obiettivo numerico di 2000 iscritti in Croazia, Slovenia e BiH, di cui almeno 50 parlamentari entro il 1993, numeri minimi indispensabili per poter dar vita ad una attività politica significativa per un partito radicale transnazionale transpartitico;
- la nomina di un comitato di emergenza che si incarica del conseguimento dell'obiettivo attraverso una campagna straordinaria di iscrizioni. Detto comitato, assumendo i poteri statutari, sarà costituito dai membri della Presidenza della presente assemblea, sarà presieduto dal dr. Zdravko Tomac, che diviene in tal modo anche Presidente di Trs.
- Il Comitato, su proposta del presidente, potrà essere allargato ad altri iscritti al Partito radicale. Automaticamente ne faranno parte gli iscritti parlamentari al PR. Questo organismo straordinario dovrà operare in conformità con le mozioni e le delibere del Congresso del Partito radicale e dei suoi organi. Dovrà inoltre raccogliere le conclusioni della presente assemblea in un documento programmatico in vista delle iniziative politiche dei prossimi mesi.
- Il Comitato rimarrà in carica fino al conseguimento (o al fallimento) dell' obbiettivo ed alla convocazione di una Assemblea generale degli iscritti alla quale saranno restituiti i poteri statutari e la decisione sull'ulteriore attività di TRS.

2. Mozione particolare
"Transnacionalna radikalna stranka" (l'associazione radicale registrata in Croazia, nel testo TRS), all' Assemblea tenutasi a Zagabria il 24 aprile 1993, discutendo della attuale situazione politica in Croazia, Bosnia ed Erzegovina e nei Balcani e delle misure che si dovrebbero prendere per porre fine all'aggressione da parte di Serbia e Montenegro, ha all'unanimita' approvato le seguenti delibere:
1) E' necessario immediatamente fermare l'aggressione contro la Croazia e la Bosnia ed Erzegovina, e con misure efficaci costringere l'aggressore ad accettare una pace che possa assicurare la realizzazione dei documenti fondamentali deliberati dall'ONU, dalla CEE e dalle altre istituzioni internazionali.
E' inaccettabile una pace che sanzioni la situazione attuale, le conquiste realizzate con la guerra e il genocidio. Il Partito radicale transnazionale si contrappone energicamente alle pressioni esercitate dalle forze internazionali che chiedono alle vittime, cioè alla Bosnia ed Erzegovina e alla Croazia, di accettare un compromesso politico ed una pace che significano la completa o parziale accettazione e legalizzazione degli obiettivi conquistati con la guerra e il genocidio.
TRS, assieme al partito radicale, si impegna ad esercitare, come ha del resto fatto fino ad oggi, le adeguate pressioni sull'opinione pubblica e sui parlamenti (specialmente ove vi siano iscritti radicali) per contrastare quegli interessi particolaristici che direttamente o indirettamente aiutano gli aggressore e accettano le "loro" condizioni per la pace.
L'inviolabilita' dei confini, la realizzazione della sovranita' dei nuovi stati appena riconosciuti, su tutto il suo territorio, la realizzazione dei diritti delle minoranze, dei diritti umani e il ritorno dei profughi alle loro case, sono gli obiettivi che non devono essere abbandonati, per nessuna ragione pragmatica.
2) Gli iscritti di TRS - parlamentari della Bosnia ed Erzegovina e della Croazia, appartenenti ai diversi partiti politici e gli altri iscritti invitano tutte le forze democratiche del popolo croato e bosniaco, ed inoltre gli organi statali della Repubblica di Croazia e della Repubblica di Bosnia ed Erzegovina a fare tutto il possibile per trovare una soluzione duratura alle ragioni degli scontri recentemente avvenuti tra i due popoli alleati.
Chiediamo agli organi competenti di entrambi gli stati di abbandonare gli estremismi, di iniziare l'inchiesta per i crimini commessi e di punire i colpevoli. Solo in questo modo sarà possibile cancellare l'immagine assolutamente negativa prodottosi nell'opinione pubblica mondiale e riconquistare quella fiducia reciproca necessaria a prevenire nuovi scontri.
3) Approviamo infine la petizione per il Tribunale internazionale per i crimini di guerra, promossa dal Partito radicale.