XXVº Congresso (straordinario) del PR Roma, 5, 6 e 7 giugno 1981


 

GENERAL MOTION

takes note that the referendum project, proposed and actuated at the Turin Congress of November 1972, over which there were dramatic clashes and confrontations with the regime, has been clearly fulfilled with the holding of the referendum of May 17, and has had an enormously positive influence on the life of the country with the divorce referendum of May 12, 1974, with those in 1978 regarding public financing of political parties and the Reale Law (a repressive anti-terrorist law, ed.), with the last referendum clash of this past year as well as with the bearing of the referendum requests on the activity of the Parliament and the legislation of these last years;

confirms its own commitment to protect and strengthen the referendum as an ordinary tool of the country's political and institutional life;

claims for the Radical Party to have united with the "yes" of the Radical referendums from 3 million 600 thousand to 5 million citizens on rigorous leftist and alternative choices and to have obliged the clergy, the left and the laity to face a call to the divorce referendum with the test of the abortion referendum;

notes that this conclusive defeat of the clergy deprives of any legitimacy the policy of organic class collaboration and of compromise that has for thirty years inspired the choices of the left-wing and of the so-called lay parties. For this reason too, the alternative program of contents and values is the only one that can legitimately be proposed by whoever wants to follow a truly lay, Socialist and libertarian political line;

reveals the political and moral impossibility of reproposing in these conditions the revision of the Lateran Pact and the need of acquiring for the citizens and the government, as well as for the believers and the Church themselves, a radically different relationship founded on the guarantees of liberty and the rules of a State governed by law;

verifies that a significant part of the commitments assumed by the motion approved by the ordinary November Congress have thus been fulfilled. In consequence, the Radical Party, being free of these commitments, can now confront those of the statutory and thus political re-founding of the party as well as that of the fight against death by starvation in the world that has up to now been entrusted to individual radicals;

gives a mandate to the statutory organs to set in motion all the offices and the initiatives for gathering and working out the information - including the work of the ordinary Congress in November - necessary to the re-founding of the party; to acquire as soon as possible the necessary facts to allow the party to launch adequate actions for guaranteeing that a relevant number of the world's women, men and children will be saved from death by starvation who are now candidates for a certain death imposed by the injustice and exploitation of the world's northern hemisphere to the detriment of the southern one.

Il XXV congresso - straordinario - si tiene a poche settimane dal voto sui referendum indetti dal Partito radicale. I no erano prevalsi di larga misura sui quattro referendum ammessi dalla Corte Costituzionale: 88,4% contro la completa depenalizzazione dell'aborto; 85% contro l'abrogazione delle norme speciali di polizia; 85,2% contro l'abolizione del porto d'armi; 77,4% contro l'abrogazione dell'ergastolo.

Da un lato la mozione congressuale prende atto che il progetto referendario, così come concepito all'inizio degli anni settanta, può dirsi definitivamente chiuso. Dall'altro lato, la mozione impegna il partito ad assumere elementi di conoscenza e di valutazione per promuovere iniziative adeguate contro lo sterminio per fame. La lotta contro la fame diventa da questo momento, ufficialmente, l'iniziativa centrale del partito.

MOZIONE GENERALE

Il XXV Congresso straordinario del Partito radicale

prende atto che il progetto referendario, proposto ed attuato a partire dal Congresso di Torino del novembre 1972, sul quale si è drammaticamente confrontato e scontrato con il regime, risulta chiaramente compiuto con la prove referendaria del 17 maggio, e che esso ha avuto un'enorme influenza positiva nella vita del paese con il referendum sul divorzio del 12 maggio 1974, con quelli del 1978 sul finanziamento pubblico dei partiti e la legge Reale, con l'ultimo scontro referendario di quest'ultimo anno oltreché con l'incidenza delle richieste referendarie sulla vita parlamentare e sull'attività legislativa di questi ultimi anni;

conferma il proprio impegno a salvaguardare e rafforzare lo strumento del referendum come momento ordinario della vita politica e istituzionale del paese;

rivendica al Partito radicale di aver riunito, con il Sì ai referendum radicali, dai 3 milioni e 600.000 ai 5 milioni di cittadini su scelte rigorose, di sinistra e di alternativa, e di aver costretto sia i clericali che la sinistra ed i laici ad affrontare sull'aborto una prova d'appello al referendum sul divorzio;

constata infatti che questa conclusiva sconfitta clericale priva ormai di ogni legittimazione la politica della collaborazione organica di classe e del compromesso che per trent'anni ha ispirato le scelte della sinistra e dei partiti cosiddetti laici; anche per questo, la linea dell'alternativa di programmi, di valori e di contenuti è la sola legittimamente proponibile per chi voglia davvero perseguire una politica laica, socialista e libertaria;

denuncia l'impossibilità politica e morale di riproporre in queste condizioni la conferma o la revisione dei Patti lateranensi e la necessità di conquistare, non solo per i cittadini e per lo Stato, ma per gli stessi credenti e la Chiesa, un rapporto radicalmente diverso fondato sulle garanzie di libertà e sulle regole dello Stato di diritto;

constata che un parte rilevante degli impegni assunti con la mozione approvata dal Congresso ordinario di novembre 1980 sono stati così realizzati. Di conseguenza il Partito radicale, libero da questi impegni, potrà ora affrontare quello della rifondazione statutaria e quindi politica del partito e quello, finora affidato alla responsabilità dei singoli radicali, della lotta contro lo sterminio per fame nel mondo;

dà mandato agli organi statutari di attivare tutte le sedi e le iniziative di elaborazione ed informazione necessarie -anche attraverso il Congresso ordinario di novembre- per la rifondazione del partito; di acquisire al più presto gli elementi di conoscenza e di valutazione che consentano al partito di lanciare iniziative adeguate nei modi, nei tempi e negli obiettivi che consentano di sottrarre allo sterminio per fame nel mondo una quota rilevante delle donne, degli uomini e dei bambini candidati ad una morte certa dall'ingiustizia e dallo sfruttamento del nord ai danni del sud del mondo.

 

 

 

 

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