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BERLUSCONI /CONGRESSO AMERICANO: NEL GIORNO IN CUI BERLUSCONI SI E’ RIVOLTO AL CONGRESSO AMERICANO INVOCANDO L’ALLEANZA TRA LE DEMOCRAZIE, LA DIPLOMAZIA ITALIANA ED EUROPEA, CON LA SOLA RESISTENZA INGLESE, HA LASCIATO SOLI GLI USA AD OPPORSI A UNA FALLIME
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Dichiarazione di Matteo Mecacci, Rappresentante all’ONU del Partito Radicale Transnazionale
Roma, 2 Marzo, 2006
Nelle stesse ore in cui Berlusconi ha con grande enfasi sottolineato davanti al Congresso americano l’impegno dell’Italia nella costruzione di una duratura ed efficace alleanza tra le democrazie, , alle Nazioni Unite a New York, l’Unione Europea ha ufficializzato il proprio no alla richiesta degli USA di opporsi alla proposta di riforma della Commissione sui Diritti Umani presentata la scorsa settimana al Palazzo di Vetro.
Così facendo, l’Unione Europea si è opposta alla richiesta del Governo americano di avere ulteriori miglioramenti alla proposta di riforma presentata dal Presidente dell’Assemblea Generale, tali da impedire o rendere difficile ai paesi responsabili di violazioni sui diritti umani come Sudan, Cuba, Zimbabwe e molti altri, di entrare a far parte in modo quasi automatico del nuovo Consiglio sui Diritti Umani. La stessa divisione tra Europa e Stati Uniti in materia di diritti umani si verificò anche nel 2002 con l’elezione della Libia a Presidente della Commissione sui Diritti Umani, con gli USA che votarono contro e con l’Unione Europea che decise di astenersi. L’unico Governo Europeo che risulta essersi opposto alla decisione dell’EU di appoggiare la riforma della Commissione sui Diritti Umani, e che si è poi però piegato alle logiche del consenso europeo, è stato ancora una volta quello di Toni Blair, non uno dei governi “conservatori” o di destra europei.
La proposta di riforma della Commissione sui Diritti Umani, nasce dopo anni di fallimenti dell’ONU nella difesa dei diritti umani sulla base di una proposta di Kofi Annan che prevedeva la necessità di ottenere l’appoggio di almeno i due terzi dell’Assemblea Generale per poter essere eletti nel nuovo Consiglio, come avviene per i membri non permanenti del Consiglio di Sicurezza, e con una verifica del rispetto dei diritti umani dei paesi candidati quale requisito necessario.
Ancora una volta quindi, il Governo Berlusconi, se da un lato, dimostra la propria adesione ideale agli obiettivi della difesa dei diritti umani e della promozione della democrazia (e anche un’adesione formale ha un suo rilievo), dall’altro dimostra di non avere nessuna capacità di leadership politica né in Europa, né all’interno della Comunità delle Democrazie (dove l’Italia e’ entrata nel Gruppo di Coordinamento nel 2005 grazie alle campagne del Partito Radicale ), per passare dalle parole ai fatti.
Occorre che i Governi italiani dai proclami passino ad effettive assunzioni di responsabilità ed iniziative necessarie e indispensabili per liberare l’ONU da quell’ipoteca illiberale e autoritaria, che è da troppi ignorata o sottovalutata, rappresentata dal Movimento dei Paesi Allineati, un’alleanza datata e antistorica che, proprio grazie alle divisioni tra i paesi democratici continua a condizionarne in modo negativo la possibilità di riformare seriamene le Nazioni Unite.
Per informazioni: Matteo Mecacci 347-9682837
Roma, 2 Marzo, 2006
Nelle stesse ore in cui Berlusconi ha con grande enfasi sottolineato davanti al Congresso americano l’impegno dell’Italia nella costruzione di una duratura ed efficace alleanza tra le democrazie, , alle Nazioni Unite a New York, l’Unione Europea ha ufficializzato il proprio no alla richiesta degli USA di opporsi alla proposta di riforma della Commissione sui Diritti Umani presentata la scorsa settimana al Palazzo di Vetro.
Così facendo, l’Unione Europea si è opposta alla richiesta del Governo americano di avere ulteriori miglioramenti alla proposta di riforma presentata dal Presidente dell’Assemblea Generale, tali da impedire o rendere difficile ai paesi responsabili di violazioni sui diritti umani come Sudan, Cuba, Zimbabwe e molti altri, di entrare a far parte in modo quasi automatico del nuovo Consiglio sui Diritti Umani. La stessa divisione tra Europa e Stati Uniti in materia di diritti umani si verificò anche nel 2002 con l’elezione della Libia a Presidente della Commissione sui Diritti Umani, con gli USA che votarono contro e con l’Unione Europea che decise di astenersi. L’unico Governo Europeo che risulta essersi opposto alla decisione dell’EU di appoggiare la riforma della Commissione sui Diritti Umani, e che si è poi però piegato alle logiche del consenso europeo, è stato ancora una volta quello di Toni Blair, non uno dei governi “conservatori” o di destra europei.
La proposta di riforma della Commissione sui Diritti Umani, nasce dopo anni di fallimenti dell’ONU nella difesa dei diritti umani sulla base di una proposta di Kofi Annan che prevedeva la necessità di ottenere l’appoggio di almeno i due terzi dell’Assemblea Generale per poter essere eletti nel nuovo Consiglio, come avviene per i membri non permanenti del Consiglio di Sicurezza, e con una verifica del rispetto dei diritti umani dei paesi candidati quale requisito necessario.
Ancora una volta quindi, il Governo Berlusconi, se da un lato, dimostra la propria adesione ideale agli obiettivi della difesa dei diritti umani e della promozione della democrazia (e anche un’adesione formale ha un suo rilievo), dall’altro dimostra di non avere nessuna capacità di leadership politica né in Europa, né all’interno della Comunità delle Democrazie (dove l’Italia e’ entrata nel Gruppo di Coordinamento nel 2005 grazie alle campagne del Partito Radicale ), per passare dalle parole ai fatti.
Occorre che i Governi italiani dai proclami passino ad effettive assunzioni di responsabilità ed iniziative necessarie e indispensabili per liberare l’ONU da quell’ipoteca illiberale e autoritaria, che è da troppi ignorata o sottovalutata, rappresentata dal Movimento dei Paesi Allineati, un’alleanza datata e antistorica che, proprio grazie alle divisioni tra i paesi democratici continua a condizionarne in modo negativo la possibilità di riformare seriamene le Nazioni Unite.
Per informazioni: Matteo Mecacci 347-9682837
Members and contributors 2013
| Giuseppe R. Roma | 590 € |
| Salvatore P. Capistrello | 200 € |
| Giancarlo B. Torino | 30 € |
| Marco B. Merano | 20 € |
| Davide B. Prato | 50 € |
| Giuseppe P. Grottammare | 50 € |
| Maurizio T. Roma | 1.000 € |
| Rosa A. Firenze | 590 € |
| Giuliano G. Sondrio | 590 € |
| Sergio Pasquale R. Cremona | 500 € |
| Total SUM | 326.746 € |
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Comunicati stampa
Rassegna stampa
04/02/2005
EU Observer
Peter Sain Iey Berry
WOLFOWITZ AT THE BANK. A NEW TRANSATLANTIC AGENDA FOR DEVELOPMENT?
Documenti
09/17/2012
Bahrein U.N. U.N./DOCUMENTS
Bahrein: Is the progress announced by the government at the Universal Periodic Review in line with the Bassiouni Commission Independent Report? Side event with Bahreni legislators and activits on 19 September
06/22/2006
U.N. U.N./DOCUMENTS
Joint written statement with Freedom House and in cooperation with the Democracy Coalition Project on the Human Rights Council.













