CARTA DEI DIRITTI: RADICALI, POTREMMO VOTARE SI, POTREMMO VOTARE NO O ASTENERCI. RIMANE UNA DICHIARAZIONE SENZA VALORE GIURIDICO, SENZA TUTELA GIURIDIZIONALE.
Strasburgo, 14 novembre 2000. I deputati radicali della Lista Bonino si sono astenuti oggi nel voto sulla Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione europea.
Dichiarazione dei sette deputati radicali della Lista Emma Bonino.
"Con il voto di oggi il Parlamento europeo diventa complice della strategia del Consiglio che dopo aver fatto negli ultimi dieci anni del mito europeo uno sfasciume continua nella sua impresa di affossamento di ogni aspirazione federalista dell'Europa di domani.
La Carta dei Diritti Fondamentali ha rappresentato l'esca lanciata dal Consiglio e abboccata dal Parlamento, attraverso la quale dimenticare il problema vero e centrale che oggi è in gioco: le riforme istituzionali e, in particolare, il ruolo e la composizione della Commissione europea e la riponderazione dei voti in seno al Consiglio. Su queste due questioni decisive per il futuro dell'Unione si prospettano delle soluzioni che porteranno alla trasformazione, nel giro di pochi anni, della Commissione da esecutivo politico in una sorta di "sotto-Consiglio", mero esecutore tecnico del Consiglio stesso.
A Nizza si rischia l'affossemento del progetto federalista di Altiero Spinelli e questo con la complicità di un Parlamento accecato da una Carta i cui diritti sono già ampliamente tutelati negli ordinamenti interni e nella Convenzione europea dei diritti dell'uomo.
Nel dichiarare diritti vecchi o nuovi, la Carta non ne prevede la tutela giuridica e giurisdizionale: i cittadini hanno diritti, ma nessun diritto a che questi siano tutelati. Senza entrare nel merito del contenuto della Carta, non possiamo non rilevare che contrariamente a grandi testi costituzionali, che iniziano con l'affermare che "ogni uomo nasce libero e uguale nei diritti", nella Carta oggi adottata questa prerogativa inviolabile dell'uomo viene a mala pena "concessa" al punto sei attraverso un "diritto alla libertà".
In questo contesto riteniamo che poco importi votare a favore o contro. E' per questo, e per non associarsi al coro di coloro che, nascondendosi dietro alibi improbabili, contribuiscono a sepellire il sogno degli Stati Uniti d'Europa, che scegliamo l'astensione."
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