Strasburgo, PE, 11 marzo
Approvazione dell'Ordine del giorno: Cecenia



Presidente - Ho ricevuto due richieste che concernono le urgenze. La prima è una richiesta del gruppo PPE-DE e del gruppo PSE di cancellare il punto "Situazione in Cecenia".

Poettering (PPE-DE) - Signor Presidente! Per semplificare la procedura: il nostro gruppo è molto impegnato sulla questione della Cecenia e se oggi ci uniamo alla richiesta di sospendere per questa sessione la questione dall'ordine del giorno, non significa che non resteremo impegnati sulla questione. Vogliamo aspettare la visita della delegazione del Parlamento europeo a Mosca e riprendere questo tema in un dibattito approfondito al più tardi a maggio. Lo voglio dire esplicitamente. Rimaniamo impegnati e la nostra attenzione è rivolta alla Cecenia. Se siamo dunque a favore di annullare la questione dall'ordine del giorno, ciò non significa che riduciamo il nostro impegno in merito.

Dupuis (NI) - Signor Presidente, voglio in primo luogo ringraziarla per avermi telefonato, quindici giorni fa, quando ero appena al mio terzo giorno di sciopero della fame per la Cecenia. Sono oggi al diciottesimo giorno. Penso che i motivi avanzati dal signor Poettering non reggano. Credo che il nostro Parlamento sia ostaggio di alcuni stalinisti che sono sempre forti con i deboli e deboli con i forti. Si vuole cancellare dall'ordine del giorno questa risoluzione sulla Cecenia avanzando come motivo che la delegazione con la Russia si deve recare ad aprile a Mosca per incontrare i membri russi della delegazione. Credo che debba andarci forte di una presa di posizione estremamente precisa e forte su una questione che dura ormai da due anni e mezzo, che ha già visto 150.000 morti e 400.000 rifugiati su una popolazione di un milione di persone. Dunque mi appello agli amici socialisti, e ve ne sono, non c'è solo il Signor Sakellariou nel gruppo socialista. Mi appello ai miei amici del PPE per non rinviare alle calende greche una tragedia che è una tragedia di oggi e di ieri, non di domani.

Sakellariou (PSE) - Signor Presidente! Voglio dire al Signor Poettering, che sono assolutamente d'accordo con la proposta che ha fatto. Credo che se vogliamo avere un vero dibattito sulla Cecenia, non dobbiamo farlo nell'ambito delle urgenze con uno o due minuti di tempo, ma nell'ambito di una dichiarazione del Consiglio e della Commissione al riguardo, sulla quale discuterne seriamente. Per il resto non voglio rispondere ai ripetuti attacchi del Signor Dupuis e accoliti, come ad esempio il Signor Pannella e altri esemplari.

Frassoni (Verdi/ALE) - Signor Presidente, penso che il fatto di dire che, se non si fa l'urgenza, si può trovare un altro modo, costituisca un problema fondamentale perché, tutte le volte che si dice così, poi - chissà perché - le commissioni competenti non fanno nulla. A me sembra che proprio in questa tornata, in cui tra l'altro viene presentata da diversi gruppi una serie di iniziative sulla Cecenia e in concomitanza della quale 400-500 persone fanno uno sciopero della fame per la Cecenia, sia molto importante che ci sia questa urgenza, già concordata precedentemente dai gruppi. Peraltro, non credo che non fare l'urgenza questa volta significhi che, fra uno o due mesi, avremo un'altra occasione di discussione. Se così fosse, forse potremmo anche essere d'accordo, ma sfortunatamente i precedenti non vanno sicuramente in questa direzione, motivo per cui chiedo veramente al gruppo socialista e al gruppo del Partito popolare di mantenere l'impegno che avevano assunto la settimana scorsa.

Poettering (PPE-DE). - Signor Presidente, voglio mettere in chiaro una cosa: in verità il mio gruppo non voleva chiedere la cancellazione di questo punto dall'ordine del giorno e l'informazione era che fosse il gruppo socialista ad averlo chiesto, al che noi abbiamo detto, va bene (trambusto in aula) Ascoltatemi! Anch'io ascolto voi quando parlate! Abbiamo dunque detto: per avere una grande maggioranza sulla questione e rimanere impegnati sul tema siamo favorevoli a cancellare il punto dall'ordine del giorno di questa settimana, ma, nel futuro più immediato, trovare una procedura, per affrontare nel modo più adeguato, eventualmente anche in presenza del Consiglio e della Commissione, la questione. Solo su questa base siamo a favore di non affrontare in questa sessione la questione nell'ambito delle urgenze, bensì ulteriormente in una forma molto più adeguata. Questa è la nostra condizione.

(il Parlamento approva la richiesta)