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Proposta
di risoluzione d'urgenza secondo l'articolo 50 del regolamento
presentata da:....
sulla
situazione in Cecenia
Il Parlamento europeo,
- viste le sue precedenti risoluzioni sulla situazione in Cecenia;
- viste le conclusioni del vertice d'Istanbul dell'OSCE nel 1999 e gli
impegni presi dalla Federazione Russa in quell'occasione;
A. considerando che l'ampiezza e la ferocia delle violazioni dei diritti
fondamentali di cui si rendono colpevoli le forze armate russe in Cecenia
non hanno pari nella storia recente, nemmeno in quella delle ore più buie
della tragedia bosniaca;
B. sottolineando il fatto che dal 1994, inizio della prima guerra di Cecenia,
tra i 100.000 e i 200.000 ceceni (10 e 20 % della popolazione, per lo
più dei civili) hanno trovato la morte, 170.000 sono rifugiati all'estero,
260.000 all'interno della Cecenia, costretti a vivere in condizioni disumane,
mentre migliaia sono attualmente detenuti nei tristemente celebri "campi
di filtraggio";
C. estremamente preoccupato per le informazioni relative all'utilizzo
da parte delle forze russe di armi proibite dalla Convenzioni di Ginevra
e in particolare di bombe a frammentazione e armi chimiche;
D. condannando senza appello l'esistenza in seno alle forze armate russe
di veri e propri "squadroni della morte" composti dai tristemente celebri
Kontrakniki, spesso vecchi criminali che godono di una riduzione della
pena a condizione di accettare di "combattere" in Cecenia; ricordando
che questi squadroni ed altre unità dell'esercito russo procedono quotidianamente
e su larga scala a operazioni di rastrellamento che comprendono l'esecuzione
sommaria di parte degli abitanti della zona investita, il ricorso allo
stupro, alla rapina e alla tortura contro la popolazione civile;
E. salutando in questo contesto il coraggio e l'alto senso morale dei
coscritti e degli obiettori di coscienza russi che preferiscono disertare
o rifiutare di partecipare all'ignominia della guerra in Cecenia;
F. considerando inaccettabile che, nonostante le ripetute richieste del
Parlamento europeo al Commissario Poul Nielson di recarsi con estrema
urgenza in Cecenia per svolgervi una valutazione completa dei bisogni
in termini di aiuti umanitari e per marcare allo stesso tempo la volontà
dell'Europa di non ignorare la tragedia in corso in Cecenia, questi non
abbia ancora trovato il tempo, dall'autunno del 1999, di andarvi;
G. sottolineando che la tragica situazione dei rifugiati ceceni pone l'Unione
nell'obbligo di concepire un'operazione umanitaria di vastità paragonabile
a quella di cui è stata capace di realizzare in Kosovo;
H. invitando inoltre le autorità degli Stati membri a mettere fine a qualsiasi
procedura che possa comportare l'espulsione di cittadini ceceni attualmente
rifugiati in Europa verso la Russia o qualsiasi altro Stato da cui potrebbero
essere trasferiti in Russia;
I. considerando che il silenzio e l'inazione dell'Unione davanti a questa
tragedia sono già percepiti come una rinuncia alla difesa e all'affermazione
dei valori e dei principi che sono i suoi rispetto alla Federazione russa
e considerati di fatto dalle autorità russe come una carta bianca a qualsiasi
esazione;
J. sottolineando che tale rinuncia dell'Unione ha contribuito in maniera
notevole all'indebolimento delle istituzioni democratiche, delle istanze
legali e della società civile (a cominciare dai media) a vantaggio di
un'oligarchia militare-finanziaria ormai onnipotente;
K. sottolineando che oltre due anni dopo i sanguinosi attentati di Mosca
attribuiti ai ceceni dalla autorità russe e invocati da queste per giustificare
l'intervento in Cecenia, non è stato possibile finora trovare nessuna
prova che dimostri l'implicazione dei ceceni mentre fin dall'inizio sono
affiorati indizi relativi all'implicazione dei servizi segreti russi e
di ambienti vicini al potere;
L. profondamente deluso del fatto che l'annuncio dell'avvio di negoziati
tra il rappresentante del Presidente Putin ed il rappresentante del Presidente
Mashkadov non abbia prodotto che un solo incontro, lo scorso novembre,
tra i due e che nessun progresso sia stato registrato in tale occasione;
M. ricordando inoltre la volontà costantemente ribadita dal Presidente
Maskhadov, d'avviare dei negoziati;
N. considerando che, pur ammettendo che il Presidente Putin sia in buona
fede quando afferma di volere dei negoziati con la controparte cecena,
la politica attualmente seguita dall'Unione non può essergli di alcun
aiuto per affermare tale volontà di fronte ad una lobby militare prosperante
come mai sulla tragedia del popolo ceceno;
O. ricordando la legittimità dell'elezione del Presidente Mashkadov, del
governo e del Parlamento della Repubblica di cecenia, riconosciuti nel
199 dall'OSCE e quindi dalla Federazione russa e di conseguenza l'illegittimità
di qualsiasi tentativo di organizzare nuove elezioni nell'attuale clima
di terrore imposto dalle truppe russe in Cecenia;
P. considerando che l'Unione Europea non può ignorare - soprattutto dopo
l'11 settembre - le crescenti frustrazioni della popolazione cecena davanti
all'indifferenza della comunità internazionale rispetto alla tragedia
di cui è vittima e la possibilità che tali frustrazioni istighino atti
irreparabili;
Q. considerando che la gravità della situazione in Cecenia è ormai tale
da costituire oltre ad una tragedia per il popolo ceceno anche una grave
minaccia per la democrazia in russia, per la stabilità dell'intera regione
e per la sicurezza di tutta l'umanità;
1. è più che mai convinto che solo una soluzione politica, attraverso
negoziati tra le autorità russe e le autorità legittime cecene sotto l'egida
di una terza parte, potrà mettere fine alla guerra;
2. afferma che senza un gesto forte, urgente e concreto del Presidente
Putin in tal senso, l'Unione si vedrà obbligata a concludere all'assenza
di una reale volontà della Federazione russa di negoziare facendosi quindi
gioco della comunità internazionale;
3. chiede al Consiglio, alla Commissione e agli Stati membri di fare dell'avvio
immediato di negoziati tra il Presidente Putin e il Presidente Mashkadov
un obbiettivo prioritario della propria politica con la Federazione russa;
4. chiede al Presidente della Commissione di porre fine al comportamento
ignobile del Commissario Poul Nielson rispetto alla Cecenia affidando
il portafoglio degli aiuti umanitari ad un altro membro del collegio;
5. chiede al Consiglio e alla Commissione di stabilire con estrema urgenza
un ponte aereo tra la Cecenia e l'Unione europea che permetta d'accogliere
fino alla conclusione di un accordo di pace tra le due parti 200.000 rifugiati
ceceni da ripartire equamente tra i 15 paesi membri;
6. chiede che siano invitati, sotto l'egida della Delegazione interparlamentare
per i rapporti con la Russia e della propria Commissione per gli affari
esteri, i negoziatori russo e ceceno;
7. invita il proprio Presidente a trasmettere al Presidente Maskhadov
il proprio auspicio ad accoglierlo al Parlamento Europeo;
8. incarica il proprio Presidente di trasmettere la presente risoluzione
alla Commissione, al Consiglio, agli Stati membri, al Presidente Putin,
al Governo e alla Duma russi, al Presidente Mashkadov, al Governo e al
Parlamento ceceni.
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