Marc Reisinger
L'AFFARE DEI NOSTRI SCRUPOLI

Molte persone non vogliono più sentir parlare del caso Dutroux. Gli specialisti della comunicazione ritengono che il pubblico sia sovrinformato. Il termine si presta a cofusione. La sovrinformazione non è il risultato di un eccesso di informazione, ma di un'incapacità ad assimilarla. L'impossibilità di decodificare il messaggio porta a uno stato di confusione e di rigetto. Penso che la sovrinformazione sia il risultato di una disinformazione, che consiste nell'occultare o deformare le informazioni chiave che permetterebbero di comprendere l'insieme degli avvenimenti.

Per sfuggire alla disinformazione, tento di ritrovare un filo che permetta di aprire un varco nella confusione creata attorno agli inquirenti di Neufchateau. Mi focalizzerò su quattro personaggi chiave di cui analizzerò il ruolo in tre tempi. In un primo tempo richiamerò alcuni fatti conosciuti da tutti. In seguito darò l'interpretazione dominante di questi fatti. Infine presenterò certi fatti misconosciuti che rendono queste interpretazioni attualmente dubbie. Non si tratta di presentare in alternativa non so quale teoria di gran complotto. Ma ricordo che la verità non risiede necessariamente nelle idee dominanti (doxa). La verità (scientia) è il frutto di una ricerca, sempre minoritaria. Ricordo anche che basta un fatto che contraddice una teoria per dover modificarla o rigettarla.

1. DUTROUX

1.1. Marc Dutroux viene arrestato il 13 agosto 1996. Nella sua cantina si trovano Sabine (12 anni) e Laetitia (14 anni). I corpi di Julie e Melissa (8 anni al momento del loro rapimento) vengono ritrovati nel suo giardino. Dal suo complice Weinstein si scoprono i corpi di Ann ed Eefje.

1.2. L'interpretazione che tende a imporsi oggi è che Dutroux sia un predatore isolato. Questa tesi è stata sviluppata in particolare durante la trasmissione "In nome della legge" e nel libro di René Philippe Dawant, "L'inchiesta manipolata", che è un po' la sintesi della doxa attuale.

1.3. Alcuni fatti che non combaciano con questa tesi.

1.3.1. Tutto il mondo ha potuto rendersi conto del carattere organizzato dell'attività di Dutroux: la sofisticata sistemazione del nascondiglio nella cantina; il numero di bambini rapiti; il carattere venale di tutte le sue imprese e il suo profondo inserimento negli ambienti criminali.

1.3.2. Un detenuto della prigione di Lovanio ha rivelato che un trafficante di bambini gli aveva mostrato una foto polaroid di Melissa in un bar situato a 200 m dalla casa di Dutroux a Marcinelle. Questa testimonianza risale a un anno prima l'arresto di Dutroux. (Morgen 22 agosto 1998).

1.3.3. Dopo il suo rapimento, Sabine ha sentito Dutroux "ha funzionato" e pronunciare due nomi: Michel e Jean-Michel.

2. NIHOUL

2.1. Qualche giorno dopo Dutroux viene arrestato Jean-Michel Nihoul, faccendiere brussellese. Motivo principale: numerosi contatti telefonici con Dutroux immediatamente prima e dopo il rapimento di Laetitia.

2.2. La tesi dominante oggi è che Nihoul sia un capro espiatorio, vittima delle fantomatiche reti.

2.3. Quali sono gli elementi che fanno pensare che Nihoul sia coinvolto nel rapimento di Laetitia?

2.3.1. Nihoul pretende che le sue telefonate sospette riguardavano la sua auto che Dutroux aveva promesso di venir a prendere a Bruxelles per farla riparare. Infelice combinazione dunque quella per cui Nihoul voleva a tutti i costi far riparare la sua auto a Charleroi, piuttosto che nella prima autorimessa Audi, e questo nel momento preciso in cui Dutroux era occupato a rapire Laetitia. Se la spiegazione sembra tirata per i capelli per quel che concerne Nihoul, questa diventa decisamente inverosimile riguardo a Dutroux. Ricordo che questi ha rapito Laetitia il 9 agosto alle 20.45, a 150 chilometri da casa sua. Dopo di che non avrebbe avuto altro di più urgente da fare - mentre era l'uomo più ricercato del Belgio - che riparare l'auto di Nihoul.

2.3.2. Ricordo anche che una famiglia fiamminga in vacanza nelle Ardenne ha formalmente riconosciuto Nihoul, Dutroux e Michele Martin osservare i bambini davanti alla piscina di Bertrix l'8 agosto, alla vigilia del rapimento di Laetitia (Morgen 28 giugno e 27 settembre 1997).

2.3.3. L'alibi di Nihoul per l'8 agosto è che egli sarebbe stato occupato a ridipingere un appartamento con l'ex avvocato Michel Vander Elst (condannato per falsa testimonianza nel rapimento dell'ex Primo ministro Vanden Boeynants). Quando un'inchiesta ha dimostrato che quest'alibi non reggeva, Vander Elst ha immediatamente lasciato il Belgio per rifugiarsi in Gambia (Morgen 3 giugno 1998).

3. REGINA LOUF

3.1. Quando Regina Louf vede Nihoul alla televisione contatta il giudice Connerotte a Neufchateau per denunciare Nihoul come uno dei membri della rete di prostituzione infantile di cui è stata vittima. Parla di una rete sadica - di cui fanno parte personalità in vista - che organizza orge che si spingono fino all'assassinio di bambini.

3.2. L'opinione comune oggi vuole che Regina Louf deliri o menta.

3.3. Cosa dà il confronto della testimonianza di Regina con i fatti?

3.3.1. Regina ha riconosciuto su foto più bambine assassinate; ha potuto dare dettagli precisi sul modo in cui queste sono state uccise; ha descritto numerosi luoghi, compreso un appartamento utilizzato da Nihoul e occupato da Bouty all'epoca dell'omicidio della champignonnière. Non delira, poiché il suo racconto concorda con i fatti.

3.3.2. Antoine Vanden Bogaert (detto Tony) ha ammesso di aver avuto rapporti sessuali con Regina quando lei aveva 12 anni e lui 39 (Morgen 29 ottobre 1998). La madre di Regina ha ammesso che a quell'epoca Tony aveva la chiave di casa, che veniva quando voleva e che andava a letto con Regina nella sua camera (Morgen 1 dicembre 1998). La Procura di Gand ha confermato questi fatti facendo ricadere la responsabilità su Regina che sarebbe stata innamorata e consenziente (Standaard 29 aprile 1998) (1). Queste confessioni confermano la testimonianza di Regina e mostrano che non è lei che ha mentito, ma i suoi genitori, Tony e la stessa Procura, poiché legalmente non c'è consenso possibile a 12 anni.

4. DEBAETS

4.1. Il maresciallo Debaets, che dirigeva la cellula d'inchiesta sulla testimonianza di X1 (Regina Louf) è stato allontanato, cos come una parte degli inquirenti, nel luglio 1998.

4.2. Più di 250 articoli di stampa e trasmissioni radio e televisive hanno affermato che Debaets aveva manipolato l'inchiesta.

4.3. Dopo un anno d'indagine su queste presunte manipolazioni, il giudice Pignolet non ha potuto incolpare Debaets e Bille che di violazione del segreto istruttorio, semplicemente perchè si sono lamentati pubblicamente delle macchinazioni condotte contro di loro.

5. CONCLUSIONI

Tutto questo mostra che il credo degli increduli, che si riassume in tre punti (Dutroux è un predatore isolato, Nihoul un capro espiatorio e Regina Louf una mitomane) è il risultato di una propaganda che non resiste all'analisi. Se la giustizia decide di attenersi a questa propaganda, è necessario che dei cittadini abbiano il coraggio di ascoltare delle vittime come Regina Louf, poiché, come scriveva il filosofo ceco Jan Patocka, il diritto è inseparabilmente l'affare di Stato e quello dei nostri scrupoli (L'Esprit de la dissidence, p.47).

10 dicembre 1998

(1) "Volgens het parket à er was een "seksuele relatie" tussen louf en T à T. was toen veertg, Regina twaalf of dertienà "de zaak is verjaard en moet genuanceerd worden" zegt De Rouck, "Regina was smoorverliefd en heeft zelf toenadering gezocht à Ze was vroegrijp, met de fysiek en de mentaliteit van een volwasseneà" (Standaard 29 aprile 1998).

 


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